Perfezioni provvisorie: E sta uscendo il sole, di Mirtha

mitha

Ha un sorriso strano.
Mi fissa aldilà del bicchiere di vino rosso.
Mi siedo sorrido saluto.
Mi rovescia addosso il bicchiere di vino e improvvisamente è passato un mese e io so che non riesco a uscire da casa sua senza lasciarci un pezzo di vestito un pezzo di anello un elastico un orecchino un pezzo di cuore.

Passami l’asciugamano
Se fai il te ne bevo un po’
Spogliati.
Mi spoglio. Ti spoglio.
Leggo i tuoi giornali mentre discuti al telefono.

Che poi lui incarna tutto quello che vorrei. È il fidanzato perfetto.
Di un’altra.
Mi faccio cento domande.
Mi chiedo dove andrò a finire. Mi rivedo allo specchio e sono quello che non volevo essere.
Il mio coinquilino ha appena finito di spremere le arance.
Mi grida dalla cucina te ne ho lasciato un bicchiere.
Mi guardo i capelli gocciolanti e vedo che sono una donna

Mi prende un colpo
Mi copro con l’asciugamano, mi guardo i piedi. Quelli sono sempre gli stessi.
Metto il reggiseno perché ho il panico da gravità.

Bevo la spremuta mentre Betti parla veloce e fitto e non capisce che la mattina non capisco.
Ho un macigno sul cuore che mi impedisce di formulare pensieri.
Ho un nodo in gola che non mi permette di cantare.
La gente dice che è tempo la tristezza finisca.

Altra spremuta.
Ognuno ha i suoi tempi: anche la mia tristezza
Mangio un biscotto al farro secco.
Odio i cibi bio.
Odio il freddo che mi arriva alle spalle.
Esco
Casco, sacchetti borse zainetti.
Non devo andare da nessuna parte ma vorrei essere pronta a partire.
Non si sa mai.
Arrivo sotto casa sua.
Guardo in alto.
Mi ci sono voluti ventotto lunghi anni per capire che se uno sta con un’altra non vuole stare con me.
Mi rimetto il casco.
Vado a fare yoga.
E improvvisamente ho trentanni.
E i miei desideri possono serenamente andare in una direzione diversa
Poi vi dico quale

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