Una giornata alla Fondazione Achille Castiglioni. Il design “curioso”

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“Se non siete curiosi lasciate perdere”

Questo è lo slogan, nero, che compare sulle borse gialle all’ingresso della Fondazione Achille Castiglioni.

Uno studio, quattro, forse, cinque locali, mille oggetti provenienti da ogni dove che con l’architettura e il design, apparentemente, non hanno niente a che fare. Vengo attratta da una vetrina che pullula di lattine vuote, di bottiglie, molle, occhiali di plastica per bambini, interruttori, giochi.

Ecco, è questa vetrina che racconta la filosofia dell’architetto, che morto nel 2002 ha collezionato nella sua vita progetti di ogni tipo e ben nove compassi d’oro.

Un uomo versatile, aperto al mondo e amante della vita, così come sua figlia racconta, piena di orgoglio e curiosità, descrivendo la filosofia del padre e la sua attitudine alla “raccolta”.

Achille Castiglioni ha raccolto dettagli, impressioni, sorrisi e abitudini e ha cercato di trasformarli in oggetti di Industrial Design.

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Fra gli ambienti della Fondazione, pullulanti di libri, riviste e oggetti di uso comune, anzi direi comunissimo, è possibile vedere e toccare con mano i prototipi dei suoi più famosi progetti di Design. Dalle più belle e famose lampade Flos fino alle posate e ai bicchieri disegnati per Alessi.

Ad oggi la maggior parte dei prodotti sono ancora in produzione e arricchiscono gli interni delle nostre case, o per lo meno delle case di qualcuno.

Il processo era semplice, molto semplice: bastava che l’architetto si innamorasse di un oggetto, lo studiasse e lo conservasse anche per anni, per poi trasformarlo in prodotto industriale.

Dal manubrio di una comune bicicletta è nata la lampada Parentesi, prodotta da Flos e vincitrice del Compasso d’oro nel 1979, ancora oggi amata e ammirata da tutto il mondo, da un porta cappelli nasce la lampada da tavolo Gatto, la mia preferita, che illumina gli angoli più preziosi della fondazione, il seggiolino di un trattore diventa lo sgabello Mezzadro di Zanotta Design.

La sua passione per la raccolta di oggetti comuni gli permette di collaborare e di lavorare con le più importanti aziende del settore e di essere ospitato dai musei del mondo come un vero e proprio artista, passando per la Triennale di Milano e per il MoMa di New York.

I suoi oggetti sono diventati storia del Design e hanno firmato il Design Italiano dagli anni 50 in poi.

La Fondazione è un bellissimo ripostiglio di oggetti, firme e idee che ancora oggi vivono fra le pareti di quei luoghi dove Achille ha prodotto e raccolto.

La mia giornata ieri è stata riempita, con poco, pochissimo, un manubrio, un cappello, un cucchiaio.

Sperimentazione e praticità, raffinatezza e semplicità ma soprattutto CURIOSITA’.

“Se non siete curiosi lasciate perdere”

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