I mille volti (non) nascosti di Joaquin Phoenix

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Il film Joker con Joaquin Phoenix è stato premiato con il Leone d’oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’attore ha incantato tutti con la sua performance nei panni di Joker.

Tre candidature ai Premi Oscar, un Golden Globe, un Grammy Award e una Coppa Volpi.

La prima cosa che ci viene in mente quando lo guardiamo recitare è “come fa?” Come fa a calarsi così completamente nei ruoli, un’empatia contagiosa che fa innamorare, stordire e incantare.

Lo vediamo camminare trasognante nei panni di Theodore in un sensibilissimo Her.

Impassibile, crudele, spietato ed animato da una forza aurea nell’Imperatore Commodo del Gladiatore.

Segnato, profondo e impenetrabile nel Freddie Quell di The Master.

Vulnerabile, in una apparente assenza nel ruolo di Leonard in Two Lovers.

Con un fascino senza tempo in Walk the Line.

Imprevedibile tra le righe di Allen in Irrational Man.

Ogni ruolo sembra proiettarlo in dimensioni temporali ed esistenziali differenti. La sua essenza si piega e si contorce in ogni ruolo, rendendo quasi impossibile scorgere Joaquin e la sua identità.
Come ci riesce? Profondamente vicino ad un mestiere tanto complesso e lontano anni luci dal mondo che circonda il cinema, sceglie di vivere ogni storia che interpreta in prima persona. Trascorre tutto il suo tempo nel “prima” più che nel “dopo” è questo a renderlo diverso e a tratti unico.

Dice non pensare mai a quando uscirà in sala il film, non cerca compiacimento ma immedesimazione, cerca la storia, il legame, di qualunque storia si parli.
Arriva ad un punto talmente alto da affermare che non esiste limite tra lui e il ruolo che deve interpretare, come se sospendesse la sua identità e si lasciasse totalmente assorbire dalla storia del personaggio.

Studia in maniera meticolosa ogni possibile sfumatura del carattere che deve impersonare, quando entra in scena lascia che la personificazione prende il sopravvento e mette in pratica su stesso ciò che ha appreso.

Si potrebbe cercare la risposta alla domanda iniziale esponendo parte della sua tormentata e difficile vita, ma sarebbe forse pretenzioso e tenderebbe a minimizzare ciò che Joaquin è.

Quindi come fa a calarsi così completamente nei ruoli? Come fa a stordirci e lasciarci quasi persi dopo averlo visto?

Non lo sappiamo, forse è proprio questo il successo di ogni magia, non sapere mai come è stata possibile.

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