Elle Decor Grand Hotel, le tre edizioni raccontate

Milano ormai lo sappiamo, ci stupisce ogni volta sempre di più. La sua bellezza è la capacità di innovarsi nella tradizione, come è successo per gli spazi di Palazzo Morando, in pieno centro, fra le boutique di alta moda.

Per il terzo anno consecutivo infatti viene allestito l’Elle Decor Grand Hotel segnando uno degli appuntamenti fissi dell’autunno milanese per gli amanti dell’Interior design.

Quest’anno il temporal hotel è stato firmato dallo studio cinese Neri&Hu, ispirato al testo Le città invisibili di Italo Calvino, che racconta un incontro inedito fra l’Est e l’Ovest.

Il progetto che si chiama Invisible Rooms, riprendendo anche nel titolo il testo di Calvino, racconta un cambio di rotta geografico e culturale rispetto alle edizioni precedenti.

Si tratta infatti della possibilità di partecipare al viaggio verso terre lontane, che racconta la loro tradizione, lontana da quella occidentale, attraverso alcuni frammenti della nostra cultura.

L’edizione del 2017 invece intitolata The Open House è stata curata e realizzata da Antonio Citterio e Patricia Viel che hanno deciso di raccontare la loro visione dell’idea di ospitalità contemporanea che caratterizza l’hotelliere oggi.

Si è trattato quella volta di allargare gli orizzonti in ambito di ospitalità, focalizzando l’attenzione non solo sul design ma anche su altre esperienze, come la cucina, la spa e la video arte.

Elle Decor Grand Hotel è diventato un appuntamento importante dell’autunno milanese che vuole comunicare il valore del design a un pubblico più allargato. Pensato come un albergo aperto alla città, è stato immaginato sin dall’inizio come ambito di sperimentazione dove testare un nuovo stile di accoglienza i cui punti di forza sono l’autorialità del progetto e la qualità del design italiano.

– Livia Peraldo Matton

Se le ultime due edizioni hanno inglobato il visitatore all’interno di un viaggio sensoriale ed evocativo, la prima edizione è stata quella vincente che ha spianato la strada.

Due famosissimi, Patricia Urquiola e Piero Lissoni hanno raccontato per primi il tema dell’accoglienza a Palazzo Morando.

Hanno messo in scena atmosfere e desideri dei globe-trotter contemporanei soddisfando, attraverso l’Interior design, la necessità di dare luogo a un immaginario dove la sfera pubblica e quella privata prendono corpo.

Piero Lissoni, citando le facciate del ‘600 e del ‘700 progettate da architetti italiani, trasforma le pareti in paesaggi urbani rendendo piazze i saloni del Grand Hotel e Patricia Urquiola, sperimentando la scala delle cose, lavora tra microarchitettura e macrodesign creando stanze inedite.

Quello del Grand Hotel è sicuramente un tema molto interessante che suggerisce, in maniera esplicita, quanto il design, nelle sue forme, sia vitale, per la vita ordinaria e per quella straordinaria che ci coinvolge ogni volta che alloggiamo in un hotel. (e non solo)

Foto Copyright: elledecor.com

Unisciti ad una grande community
segui OBJECTS.

Recent Posts

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search