13 cose che avrei voluto sapere prima di iscrivermi ad Architettura

iscrivermi ad architettura

Se c’è una cosa che ho imparato negli anni dell’Università è che studiare architettura richiede tanti sacrifici. Al tempo stesso però è capace di trasmetterti tantissimo e di darti un senso di progettualità che poche altre facoltà sono in grado di fare.

Non tutti hanno una persona più grande – uno studente, un professore o un architetto – che sa spiegare a chi si sta per approcciare ad un ciclo di studi in Architettura cosa si dovrà aspettare.

Ho quindi deciso di scrivere questo post per condividere con te, chiunque tu sia, la mia esperienza. Non fraintendermi, non sono un maestro o un riferimento da seguire, ma solo un qualcuno che ha già fatto la strada che hai deciso o deciderai di intraprendere. Questi sono consigli, avvertimenti, speranze e dubbi di un cammino da intraprendere.

1. Devi dire oggettivamente addio alla tua vecchia vita sociale

Conoscerai nuove persone, avrai modo di passare ore ed ore con loro e si creeranno dei rapporti unici, ma scordati di poter fare come i tuoi amici che hanno scelto di studiare altre nobilissime materie in cui nessuno viene costretto a produrre tonnellate di tavole e modellini. Puoi fare ancora peggio solo iscrivendoti a medicina.

2. Per essere un grande architetto devi proprio avercelo dentro

Non è saggio partire da zero all’età di 19anni! Se non hai già avuto esperienze nel campo (ad esempio genitori o parenti che fanno gli architetti) o se non hai una ferma passione fin da bambino – la quale ti ha portato negli anni della scuola superiore ad incominciare ad approfondire le innumerevoli materie (siano esse programmi di modellazione oppure storia) – per te sarà molto dura. La concorrenza è alta e le cose da sapere moltissime. Talvolta non si riesce a colmare il gap se si parte proprio da zero e si rischia di restare indietro per tutti e 5 gli anni se proprio non ci si impegna al 150%.

Uno dei tanti modi in cui puoi “recuperare” è quello di cibarti ogni giorno con ispirazione-progetti-ispirazione. Per farlo può esserti utile la lista dei migliori siti di informazione per l’architettura.

3. Ti verrà chiesto di sapere e studiare moltissimo

Grazie al cielo si pretende che un architetto debba sapere la statica, la sociologia, la psicologia, la grafica, la geometria, il disegno, almeno 5 programmi di grafica 2D e 3D, la storia, l’urbanistica, la modellistica, la tecnologia e (si spera) la sostenibilità. Meno male si, perché gli edifici hanno delle grandi responsabilità per la vita di tutti noi, ma sono cose che ti vengono chieste e che tu, per essere un bravo architetto devi sapere.

La specializzazione, se verrà, verrà, ma per tutto questo ci sarà un esame e non potrai farne a meno. Questa se vogliamo è la parte più nobile dell’architettura.

4. L’Università ti dà il 50% (o meno), l’altro 50% te lo devi creare tu

Non sto parlando di opportunità lavorative o che altro, in questo post si parla di voler diventare gli architetti più bravi in circolazione. Quello che intendo è che la teoria e la pratica che t’insegneranno non basterà a farti uscire sicuro di te e dei tuoi mezzi se nel frattempo non ti sarai dato da fare. Sperimenta e approndisci le tematiche dell’architettura per tuo conto. Mi raccomando applicati quanto più possibile, il pallone era il migliore amico di Holly e Benji, la matita e il mouse sono i tuoi.

5. Non ascoltare i professori. Impara ad usare i programmi di disegno (2D e 3D)

A meno che tu non sia un talento indescrivibile a mano libera, allora non dare retta neanche per un attimo a tutti quei dinosauri che borbottano dalla loro esperienza da primitivi che la matita è un’altra cosa… “Ora che si disegna tutti al PC non si è più capaci di pensare come una volta…” Ecc ecc. Fin dal primo giorno in cui metterai piede alla facoltà (se non sei già un esperto) dovrai cimentarti e imparare al meglio 2 o 3 programmi, e dovrai saper perlomeno usare quelli più utilizzati (in tutto non raggiungono i 10). Il mio consiglio personale è Rhinoceros, Revit e Autocad 2D, Photoshop alla perfezione e gli altri a seguire: Illustrator, Indesign, Archicad e altri che incrocerai. Questo è solo un mio consiglio, deciderai tu su cosa specializzarti, ma credimi.. Impara a conoscerli come se fossero le tue tasche, saranno uno strumento utilissimo per tutta l’Università e un biglietto da visita per il lavoro.

6. È così tardi che è presto. Abituati a fare le notti

Il canto degli uccellini o le prime luci del mattino potrebbero diventare un incubo un giorno o l’altro per te. Se sarai bravo ne farai poche, se sarai come me ne farai un po di più, se sarai un matto le farai sempre. Non credo che esista un singolo studente di architettura che non abbia mai fatto una notte sveglio a disegnare.

Insomma non si scherza. Le notti ci saranno veramente e alcune saranno veramente dure, ai limiti della sopportazione mentale e fisica. Spera solo di essere in un buon gruppo, altrimenti saranno momenti orribili.

7. Il weekend non è relax, è solo tempo prezioso per finire le tavole.

C’è questa cosa strana che durante il periodo di studi alla facoltà di architettura è come se i weekend scomparissero. Ora che mi sono laureato da circa un anno ho rincominciato ad apprezzarli, ma mentre studiavo era diventati essenzialmente un’estensione della settimana lavorativa.

E’ inutile gioire il venerdì, “thanks God it’s Friday” sarà solo uno dei tantissimi motivetti che ti faranno da colonna sonora alle tue ore di lavoro a computer – l’unica cosa che penserai sarà che finalmente puoi dedicarti al tuo progetto per un’intera giornata.

8. Il portfolio è lo strumento più importante che avrai. Pensa fin da subito per lui

Fin dal primo giorno in cui metti piedi all’università, dovrai pensare a come realizzare il più bel portfolio che esiste in circolazione. Le occasioni in cui ne avrai bisogno si susseguiranno nel corso della tua carriera e tutte saranno caratterizzate dal “fallo in poco tempo”. Nel mondo dell’architettura il Portfolio è dannatamente importante, non sottovalutarlo. Ricordati che nella prima fase di selezione è ancora più importante del tuo carattere, della tuo impegno e della tua intelligenza.

9. Considera che spenderai gran parte dei tuoi risparmi per stampe e modellini

Credo che nessuno abbia mai fatto un conto totale, ma se qualsiasi studente di architettura dovesse tenere conto dei soldi spesi nelle varie stamperie e nei vari negozi di materiali per modelli – davvero qualsiasi – credo che arriverebbe alla cifra di 1000/2000 euro nell’arco dei cinque anni. Grazie al cielo esistono i gruppi di lavoro. Sfortunatamente esistono anche professori che chiedono tavole su tavole e modelli su modelli.

10. “Non posso devo lavorare” cit.

Se mi fossi segnato il numero di volte che ho detto questa frase ai miei amici o anche alla mia ragazza negli ultimi 5 anni, credo che supererebbe le 4 cifre. Architettura è sacrificio.

11. Se l’Architettura fosse uno sport, sarebbe la pallanuoto

Ho giocato a pallanuoto per oltre 10 anni. Abbastanza tempo per capire che è uno degli sport più assurdi e stancanti al mondo. Stancante è facilmente immaginabile anche da chi non lo ha mai praticato; assurdo perchè richiede sforzi ingenti anche solo per rimanere a galla. E qui il paragone con l’architettura, dove ti saranno chiesti molti sacrifici e ore di lavoro solo per fare il minimo indispensabile. Poi arriva tutto il resto.

12. Laurearsi in Architettura non significa per forza diventare architetto

È anche giusto avere bene in mente questo. Al momento che scrivo questo post sono passati 5 mesi dalla mia laurea ed io non ho ancora inviato un cv a nessuno studio di architettura. Per ora sto cercando nuove strade. L’architettura ti può dare tantissimo e anche se non sembra ti permette di scegliere moltissime strade in cui specializzarti. Potrai diventare un tecnico, un critico, un siciologo, un urbanista, un paesaggista, un designer… O perché no? Un grandissimo architetto.

[Quando aggiungo questo commento sono passati più di 4 anni dalla mia laurea e ti posso confermare ogni singola parola di questo post e soprattuto questo punto. Ho trovato la mia strada in ciò che più mi appassionava anche all’epoca: la comunicazione dell’architettura. Quindi segui le tue passioni e non sentirti in colpa se non farai il progettista da grande. In più, nel frattempo ho scritto questo post sul tema che potrebbe decisamente interessarti: “12 alternative al lavoro da architetto“]

13. Diventa esperto in sostenibilità

Questo a me non ha portato grandi vantaggi. Ma in futuro sarà (fortunatamente) un tema imprescindibile. Purtroppo (perlomeno in Italia) non siamo ancora alla generazione illuminata di architetti che guardano alla sostenibilità ambientale nello stesso modo in cui guardano alle riviste architettoniche. Ma per tutti sarebbe una cosa migliore.

Beh, se mi avessero fatto leggere questo post, forse non mi sarei iscritto alla facoltà di architettura, o forse avrei cercato di far tesoro di ogni consiglio diretto o indiretto che giace in queste righe. Se non l’avessi fatto però tu non staresti leggendo questo articolo, e quindi meglio così. Ti auguro tutta la saggezza di cui hai bisogno per compiere una scelta importante, ma non definitiva ricordatelo!

Se sei un veterano e hai qualche suggerimento per questo post non esitare a commentare! Se invece hai bisogno di qualche consiglio in più perché sei prossimo all’Università, fammi tutte le domande che vuoi!

Se invece sei alla ricerca di qualche consiglio più concreto per come affrontare al meglio l’università di architettura, allora ti consiglio vivamente quest’altro mio post. 

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Showing 37 comments
  • fabio
    Rispondi

    Un consiglio ve lo lascio volentieri: durante la professione diffida ed allontanati da chi si lamenta sempre; vivere e lavorare comporta grandi difficoltá a volte, circondarsi di persone lagnose ci priva della forza per reagire.

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Hai più che ragione Fabio, nella professione come nella vita. Grazie del contributo!

    • Roberto
      Rispondi

      Belli sopravvalutati eh? Ogni laurea ha la sua difficoltà, andate a vedere cosa fa un fisico spaziale, un chimico nucleare, un neurochirurgo e mi sa che ve la date una gran bella RIDIMENSIONATA!

      • Luca Onniboni
        Rispondi

        Ciao Roberto, mi dispiace se c’è qualcosa che ti turba nell’articolo, ma non ho ben capito cosa, quindi per ora non riesco ad aiutarti. Se hai tempo/voglia di spiegarti sarò felice di risponderti 😉

  • Samuele
    Rispondi

    Ciao Luca, rivolgendomi al singolo anche io avrei tre consigli da aggiungere alla tua lista:
    1. ABBI CARATTERE
    A prescindere dalla formazione dalla quale provieni e con la quale ti affacci al mondo dell’ architettura, è fondamentale che tu sia sicuro delle tue scelte una volta prese, quella di intraprendere un percorso di studi così impegnativo e delicato sarà proprio la prima di una lunga serie. Se non sei davvero determinato e spinto da una forte vocazione (che non sempre è sinonimo di propensione), il rischio di aver fatto una scelta sbagliata è dietro l’ angolo e ben presto ti accorgerai di non riuscire a sostenere i ritmi e le pressioni alla quale sarai continuamente sottoposto e che si affrontano solo con grande passione e determinazione.
    Se invece hai fatto la scelta giusta, il secondo scoglio da superare sarà la forte “soggettività” che regna sovrana nelle facoltà di architettura così come in tutte quelle scuole che hanno a che fare con un fatto artistico dove il momento della creazione è affidato al gusto personale e alla propria sensibilità. Preparati dunque a doverti confrontare con tante persone (professori in primis) con una visione diversa dalla tua, che spesso e volentieri criticheranno il tuo progetto sin dalla nascita spinti ovviamente da una loro personale interpretazione del progetto che quasi mai corrisponderà alla tua. A prescindere dal giudizio che avrai di tali obiezioni, si tratta “quasi” sempre di indicazioni preziose provenienti da persone molto più esperte di te con l’ intento di apportare miglioramenti significativi al tuo progetto ma pur sempre dettate da una visione personale, soggettiva. Il consiglio è quello di difendere con le unghie e con i denti la tua idea se sei SICURO della sua validità, se invece è vulnerabile e fatica a stare in piedi, nel vero senso dell’ espressione, non abbandonarla del tutto ma reinterpretala in una versione più corretta secondo i consigli migliori ma anche e sempre secondo la tua interpretazione. In questo modo la tua crescita sarà esponenziale ad ogni progetto e starai maturando oltre ad un metodo anche un imprinting che ti permetterà in futuro di distinguerti e rendere i tuoi lavori riconoscibili nella massa. Cosi facendo alla fine del percorso avrai un bagaglio importante di insegnamenti che tu stesso avrai sapientemente selezionato e che insieme alla tua esperienza faranno di te un professionista pronto a immettersi nel mondo del lavoro. Al contrario, se non difendi le tue idee con diligenza, probabilmente taglierai il traguardo prima degli altri, e più in salute, ma sarai schiavo delle idee degli altri e difficilmente sarai in grado di risolvere un problema in perfetta autonomia.
    2. IMPARA A STUDIARE
    Se sei un topo da biblioteca la facoltà di architettura non fa per te e forse sarebbe meglio ripiegare la scelta su lettere, filosofia o giurisprudenza. Architettura non se ne fa nulla della gente “brava a studiare”, bensi si nutre di persone governate da un estremo senso della libertà e della scoperta spinte dalla curiosità a mettere il naso ovunque e in qualsiasi cosa dove si possa fare esperienza. Intendiamoci, per gente “brava a studiare” intendo solo quelle persone che limitano il momento di crescita e apprendimento solo al momento di studio sui testi esattamente come accade (e deve accadere) in facoltà diverse dalla nostra. In realtà il momento di crescita per uno studente di architettura è più dato da uno spiccato spirito osservativo e critico associato alla ricerca e all’ approfondimento personale. Facendo interagire lo studio “accademico” con l’ esperienza che possiamo fare al di fuori dell’ università si può raggiungere una formazione di ampio respiro dove ogni elemento potrà tornarci utile in futuro. Al contrario se impiegherai tutto il tuo tempo chiuso in casa a macinare libri solo con lo scopo di prendere il voto più alto, a fine percorso avrai sborsato decine di migliaia di euro per una istruzione che potevi avere a 5 euro di tessera in una biblioteca pubblica.
    3. DIVERTITI
    Se hai la fortuna di poterla fare, la facoltà di architettura ti offre una possibilità unica che diversamente non avresti da nessun altra parte, quella di divertirti. Comincia da subito a immergerti in nuove esperienze, sperimenta, confrontati, dai sfogo alla tua immaginazione, prendi il meglio e dai il meglio e infine fai tutto quello che puoi fare, che non hai mai fatto e che non potrai rifare dopo, vissuti in questo modo questi anni saranno senza dubbio i più belli della tua vita.

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Samuele, non posso che concordare con tutto quello che dici. Spero che chiunque capiti su questa pagina arrivi fino in fondo per leggere anche il tuo commento. Sono parole estremamente valide e preziose. Complimenti!

  • Massimo Fabio Melideo
    Rispondi

    Parole sante. Sono uno studente del 4° anno e ne parlavo la settimana scorsa con la mia ragazza e collega di studio.
    Noi abbiamo cercato di stilare una lista di Requisiti che si intersecano di continuo:
    1. PASSIONE e CURIOSITÀ;
    2. VOGLIA e DETERMINAZIONE;
    3. PAZIENZA e SACRIFICIO;

  • Giulia
    Rispondi

    Sono una studente del quarto anno di liceo scientifico e da un po’ di tempo sto pensando ad una possibile iscrizione alla facoltà di Architettura. O meglio, ci stavo pensando. Devo ammettere che sono rimasta terrorizzata da quello che ho appena letto. Io non sono una studente modello ma sono curiosa e lavoro bene se sono interessata a quello che faccio, non ho basi in quasi nessuna delle materie citate e non sono pienamente convinta delle mie capacità. Devo rinunciare?

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Giulia, mi dispiace averti terrorizzata, non è lo scopo principale dell’articolo 🙂

      Certo però ci tenevo a scrivere tutta una serie di cose a cui magari non si pensa prima di iscriversi. Non mi permetterei mai di dirti di rinunciare, ne io ne nessuno dovrebbe mai farlo. Quello che posso dirti è “brava che ti stai informando per tempo”, riflettici e parlane con le persone che ti conoscono meglio, fai delle considerazioni sul mondo del lavoro e cerca feedback da chi è già architetto di professione. Se dopo tutta questa serie di riflessioni e “verifiche” allora senti ancora stimoli dentro di te nei confronti di questa strada, allora significa che è quella giusta!

      In ogni caso la cosa più importante è partire convinti e carichi (in qualsiasi facoltà sceglierai), perchè ostacoli e difficoltà che ti metteranno a dura prova li troverai quasi sicuramente.. ed essere preparati all’urto in certi casi è essenziale.

      Se vuoi leggere qualcosa in più sull’argomento ti consiglio questi altri due post che possono aiutarti in qualche modo:
      “Consigli agli studenti di architettura” (nel caso deciderai di iniziare)
      https://www.objectsmag.it/consigli-agli-studenti-di-architettura-per-fare-al-meglio-luniversita/

      “Alternative al lavoro da architetto”
      https://www.objectsmag.it/alternative-al-lavoro-da-architetto/

      Spero di esserti stato utile! Ciaoo

    • Ale
      Rispondi

      Ciao Giulia, non lo fare non ti iscrivere ad architettura.
      Sogno di diventare Architetto da quando ero bambina che giocavo a costruire con le mie mani le case delle barbie.
      Ho lottato per ottenere la laurea, con un bel finale da 110 e lode. Poi l’estenuante esame di abilitazione…….e adesso???? Adesso ho 29 anni, lavoro in uno studio e guadagno 500 euro al mese. Lavoro 10 ore al giorno, pure nei w.e e pure nei festivi, le scadenze vanno rispettate.
      Fare l’architetto potrebbe essere il lavoro più bello del mondo, faticoso si ma appagante che ti fa sentire viva, il problema è che non c’è futuro per noi in questo campo. Se tutto questo mi fosse stato chiaro a 18 anni, molto probabilmente oggi sarei un ingegnere civile o meccanico o gestionale. Professioni che oggi trovano ancora lavoro.
      Quindi se sei pronta ad impegnarti, a studiare sodo, a rinunciare a gran parte della tua vita sociale, valuta bene quello che potrà essere il tuo futuro.

  • CARLO DEREGIBUS
    Rispondi

    ciao Giulia,,
    il problema è che il mercato degli architetti è super-inflazionato. Ci sono in Italia un terzo degli architetti di tutta Europa, e hanno come concorrenti geometri e ingegneri che, in tutto il resto del mondo, non possono fare il nostro stesso lavoro.
    Ma, se sopravvivi, è il mestiere più bello del mondo. E poi c’è un altro grande pregio: che apprendi una flessibilità e una professionalità incredibili, che ti possono essere utili in ogni caso.
    Certo, concordo sul post. Tutto vero. Però non è detto che uno lo sappia da quando è nato di voler fare l’architetto. Magari lo scopre il primo anno, anche secondo chi trova come docente.
    Quindi, se ci proverai, in bocca al lupo!!!

  • ApeStaart
    Rispondi

    come ‘veterano’ vi consiglio di pensare come imprenditori ed inventare modi paralleli di guadagno perchè il ‘progetto’ è sottovalutato (in Italia, paradiso dei geometri 😉
    ns mestiere è un hobby fantastico ma inutile, io oggi avessi la vostra età non farei più l’architetto

  • Federico Fanucchi
    Rispondi

    Ciao Luca, mi sono appena diplomato al liceo artistico e da tre anni ho questo dubbio, se fare architettura oppure design. Sono convinto che in un certo modo una strada escluda l’altra, perché una volta diventato architetto ed aver speso 5 anni della propria vita non si potrà essere un designer al livello di qualcuno che ci ha studiato per lo stesso tempo. Quasi allo stesso modo una volta passati tre o cinque anni di studio di design nessuno si rimetterebbe sui libri a studiare per lo stesso tempo architettura.
    Volevo sapere cosa ne pensavi e quelle era la tua visione sul design, la mia intenzione sarebbe quella di fare design del prodotto per poi trovare una specializzazione.
    Un altra domanda vorrei farti, ho letto che ti sei laureato al politecnico di Milano, dove vorrei andare anche io, come è la scuola è come ti sei trovato?
    Il mio dubbio è anche se scegliere una università importante e grande come quella di Milano oppure una piccola università dove il rapporto tra i docenti sia stretto tipo Ferrara, che è da anni in cima alle classifiche censis
    Grazie mille del tuo tempo
    P.S. Le domande sono aperte a tutti

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Federico! Quello che posso dirti per aiutarti a risolvere i tuoi dubbi è che l’università e il percorso di studi che sceglierai non è tutto e non è un processo irreversibile. Certamente se sceglierai di fare architettura sarà più facile fare l’architetto e lo stesso con il design, ma una cosa non esclude l’altra a priori. La storia, soprattutto quella italiana, è piena di archietti che hanno fatto anche (o solo) i designer e di designer che si sono cimentati in architetture. Quindi prima di tutto pensa a cosa ti interessa maggiormente tra questi due campi, entrambi bellissimi ed entrambi decisamente molto ampi, dopodiche abbi la consapevolezza che la cosa migliore da fare per te e per la tua vita universitaria e lavorativa è fare le cose con passione – se ci sarà passione, entusiasmo, divertimento allora i risultati arriveranno, altrimenti sarà molto dura.

      Per quanto riguarda l’università posso confermarti che il Politecnico di Milano è tra le migliori università e soprattuto è molto ben vista nel momento in cui invii il tuo curriculum (cosa non da poco), e il rapporto tra studente e professore c’è sempre nella misura in cui tu ti dimostri propositivo e lo cerchi (credo che questo valga per qualsiasi ateneo o scuola). Ferrara è sicuramente una ottima scuola, lo sapevo anche io, ma non posso darti maggiori informazioni perchè non conosco. Questo per quanto riguarda architettura.. se invece farai design io ti consiglerei di guardarti anche in giro, magari considera di fare la triennale qua e la specialistica all’estero oppure di fare una triennale e poi un master di specializzazione. Insomma secondo me con il design ti si aprono molte più strade anche dal punto di vista formativo. Non dimenticarti infine di fare corsi, workshop e andare a conferenze, incontri etc etc in entrambi i casi (architettura o design), ti saranno sempre utilissimi e ti “apriranno la mente”.

      Spero di esserti stato utile e scusami per il ritardo nella risposta! 😉 In bocca al lupo per tutto!

  • Meg
    Rispondi

    Leggo questo articolo un po’ tardi rispetto a quanto avrei voluto.
    Mi sono laureata in Architettura delle Costruzioni (triennale) al Politecnico ormai due anni fa, e confermo che è stata una delle esperienze più difficili della mia vita, in cui mi sembra di aver più perso che guadagnato.
    Forse sono stata sfortunata sia con i compagni di gruppo che con i professori (che sin dall’inizio non hanno fatto altro che insultare qualsiasi cosa senza fermarsi a capire veramente cosa stessi dicendo).
    Quindi un mio consiglio è, anche se difficile, che non sempre gli amici sono i migliori compagni di gruppo (quasi mai) e che sin da subito bisogna avere una mente ed uno spirito molto molto fermi, per non cedere alla prima critica.
    Spezzo giusto una lancia per quanto riguarda la triennale, io venivo da un liceo lontanissimo rispetto alla facoltà (classico-linguistico), quindi si, ho lavorato al 150% per laurearmi, ma ho scoperto, nel corso dei 3 anni, la mia passione che ad oggi sto perseguendo frequentando il corso magistrale di Urbanistica, sempre presso il Politecnico.
    Perciò, a chiunque si senta confuso, sotto pressione, arrabbiato o anche speranzoso, posso confermare che questa facoltà ti fa crescere tantissimo, sia come persona che come studente, e non si limita ad indirizzarti verso la sola architettura, ma lascia aperte molte porte da varcare in futuro.
    Mi scuso per la lunghezza del commento, spero di essere stata un minimo utile, e grazie mille per l’articolo, che mi ha molto risollevato il morale.

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Meg,
      Grazie mille per il tuo commento. Leggo le tue parole e ti assicuro che ti capisco, così come condivido i tuoi consigli pienamente. Spero che i lettori di questo post si spingano oltre la fine dell’articolo per leggere questi preziosi contributi come il tuo!

    • Ida
      Rispondi

      Ciao Meg, sono una studentessa del quinto anno di liceo e sono passata da un classico ad un linguistico. Aspiro ad entrare al Politecnico di Milano per studiare architettura, ma venendo da un percorso di studi completamente diverso, non sono pochi i dubbi che mi sorgono. Mi chiedevo tu come ti fossi trovata e come fossi riuscita ad entrare al Politecnico perché sinceramente non so da dove iniziare. Spero in qualche dritta.

      • Ally
        Rispondi

        Ciao Meg, mi sono laureata da poco in Architettura (Magistrale) al Politecnico di Milano e avevo frequentato un liceo linguistico. La cosa che ritengo fondamentale per studiare Architettura è la curiosità, la voglia di imparare, mettersi alla prova e sperimentare. Avere una mente aperta è estremamente utile in questo campo, e l’indirizzo classico-linguistico spesso aiuta in questo.
        Burocraticamente c’è un test d’ingresso da passare, su diversi ambiti, ma la grande fetta è cultura generale. Il liceo classico-linguistico danno una buona preparazione per questo aspetto, che non è quindi motivo di ansia. Qui finisce il pre-ingresso Architettura. 😉
        Poi, parlandoti della mia esperienza personale, non posso certo dirti che sia stato facile all’inizio. Per il mio percorso di partenza, non avevo alcuna conoscenza di base, nè di rappresentazione tecnica, nè di software di disegno e progettazione, nè conoscenze di storia dell’architettura. Bisogna avere determinazione, e di certo non ci si può arrendere alle prime difficoltà. Ci vuole spesso anche fortuna, il percorso può cambiare in parte in base ai professori, laboratori e compagni di lavoro. Nel mio caso, ero stata particolarmente sfortunata all’inizio perchè mi sono capitati professori che davano per scontate moltissime cose e solo chi aveva conoscenze di base riusciva a seguire.
        Il consiglio è affiancarti a compagni, o conoscenti, che possano darti qualche dritta in più. Spesso bastane quelle poche parole in più per capire, e lì ti si apre un mondo. Cerca anche corsi, workshop che organizza il Poli (cosa che a volte si scopre troppo tardi) per imparare ad usare qualche programma o per fare nuove esperienze nel campo; generalmente oltre ad essere molto istruttivi, danno anche preziosi crediti formativi.
        Inutile negarlo, Architettura è una facoltà molto pesante, che richiede diversi sacrifici, rinunciare spesso e volentieri alla vita sociale dei tempi del liceo, essere disposti a fare le ore piccole per portare avanti un progetto etc. Ma se si riesce a vedere oltre queste difficoltà, studiare Architettura ti fa davvero crescere come persona, forgia la mente, prepara egregiamente al mondo del lavoro, ampliando le possibilità.
        Ti consiglio di approfittare di qualsiasi nuova occasione di apprendimento, di partecipare a conferenze etc, fallo per te stessa, non mirare solo a passare un esame, a fare solo come dice il professore. Bisogna prendere il meglio dai diversi corsi e laboratori, tutto ciò che possa arricchirci; un esame passato è poco utile se non è servito in questo.
        Scusatemi per la lunghezza del commento, ma spero di essere stata utile a qualcuno. Ciao!

        • Luca Onniboni
          Rispondi

          Parole sante Ally. Leggendo il tuo commento mi hai fatto rivivere gli anni dell’università e tutti i suoi alti e bassi. Grazie per il tuo commento!

  • Pri
    Rispondi

    Tutto vero!! condivido pienamente anche i commenti! Grazie per il post che mi consola in questi giorni ricordandomi che NON E’ FACILE per nessuno!

    Concordo con la pallanuoto e suggerirei anche molta similitudine con il Decathlon: 100 metri piani, salto in lungo, getto del peso, salto in alto, 400 metri piani, 110 metri ostacoli, lancio del disco, salto con l’asta, lancio del giavellotto, 1500 metri piani…

    Dopo dure lotte all’università e non so quante notti senza dormire e dopo master e lavoro in uno studio (bellissimo…alto livello ma poco guadagno)…ora c’è l’inutile esame di stato per l’abilitazione…quasi presa ad insulti perché ho fatto una biblioteca alta 5m che ho scoperto dopo anni di studio e di lavoro essere un delitto capitale…e perché non ho dimostrato di avere adeguate conoscenze economiche riguardo le rendite immobiliari e dei terreni fatto gravissimo perché se un cliente mi chiede di costruire un edificio in un lotto che fra 10 anni potrebbe valere molto di più in seguito alla trasformazione della città gli faccio un danno e perciò non posso essere scritta all’Ordine ma le persone prima di me che non sapevano dell’esistenza del costo di costruzione o scene mute per altre banalità ed errori nei dettagli tecnologici ne sono a quanto pare all’altezza! Perplessa è dir poco non sapevo se ridere o piangere per l’assurdità! Comunque per chi si vuole avventurare in questa professione: non farti spaventare dalle difficoltà ma sii davvero consapevole che prima di qualsiasi talento DEVI AVERE O SVILUPPARE MOOLTO CARATTERE!! grazie ancora per il post!!

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Grazie Priscilla per il tuo prezioso commento. Per i futuri lettori (e anche per me) è sicuramente un ottimo contributo che arrichisce ulteriormente questa pagina di pensieri. Il punto è proprio quello che hai detto tu con l’architettura.. E’ una materia che prima di tutto ti fa sviluppare il carattere e che ti insegna a provare e riprovare, sperimentare e poi ricominciare tutto di nuovo. Con tutti i pro e i contro di questo processo. Spero che riuscirai ad oltrepassare “l’ostacolo” dell’esame di stato il prima possibile e ti auguro il meglio

  • Alessandro
    Rispondi

    Ciao, un’informazione: ma dopo la triennale di architettura è possibile fare il master in fashion design?

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Alessandro! Guarda non saprei dirti con precisione, però credo che sia percorribile come opzione. In genere i master sono molto aperti di vedute e se superi il colloquio conoscitivo e i requisiti richiesti (spesso molto blandi) allora puoi partecipare quasi sempre. Questo è dovuto anche ai loro costi elevati secondo me. In ogni caso prova ad informarti direttamente da chi organizza il master 😉

  • Letizia
    Rispondi

    Ciao Luca sono Letizia, ho iniziato da un paio di settimane Progettazione dell’Architettura al Poli, premetto che ho iniziato questa facoltà non per scelta personale ma su consiglio dei miei genitori. La prima settimana è stata tremenda, disegno e laboratorio non mi sono piaciuti per niente. La scorsa settimana è andata meglio, mi sono ambientata un po’ di più. Ho frequentato il liceo classico e non riesco a capire nulla di quello che mi viene chiesto dai professori in aula, tra l’altro di consegnare già questa settimana (planimetrie, riproporre lo studio, gli schizzi e la sezione della Villa Tungendath di Mies Van Der Rohe). Non so se rinunciare agli studi entro il 13 novembre (perché così mi verrebbe restituita la prima rata) o se continuare e fare il primo semestre e capire meglio il corso con le sue diverse sfaccettature. Cosa mi consigli? Io ad esempio non ho mai utilizzato nessun software e vorrei forse capire se mi piace utilizzare i programmi ecc.
    PS:Non ho nemmeno una forte una passione per il disegno a meno libera
    Help me please! Grazie!!

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Letizia! Ormai le settimane sono diventate tre, spero che la terza sia andata ancora meglio della seconda o comunque meglio della prima.
      Venendo al succo del tuo commento posso risponderti in questo modo:
      – (so che sono comunque soldi) ma non considerare in questa tua scelta la prima rata dell’università. E’ vero che il percorso di studi non è così vincolante per il tuo futuro, però stai comunque facendo una scelta che nel bene e nel male avrà il suo peso e condizionerà in buona parte quella che sarà la tua vita. La prima rata in quest’ottica non è rilevante. Pensa al resto.

      – Per il primo periodo se incontri difficoltà fai affidamento su qualche compagno o compagna di corso che magari è più avanti di te nella preparazione. Mi ricordo che io le prime settimane non avevo ben capito come si rappresentassero le sezioni, allora un mio compagno me le spiegò con parole sue (senza i fronzoli accademici dei professori) e le capii immediatamente.

      – Per quanto rigurda i programmi (e in generale l’atto di redigere gli elaborati che ti continueranno a venire richiesti a ritmi talvolta insostenibili) cerca di capire se sei una persona che ha la voglia/costanza/forza per stare ore e ore davanti ad un pc per fare disegni, tavole etc etc. E non mentire a te stessa.

      – La mano libera non è un problema, l’importante è che tu capisca i tuoi disegni e le tue note. Per i professori o per i clienti la mano libera poco importa credimi.

      Non posso darti un consiglio così importante senza conoscerti. Quello che posso dirti è di darti un po’ più di tempo per capire se questa è la tua strada. Però, al tempo stesso, non posso evitare di dirti che devi fare quello che senti TE, non quello che ti dicono di fare, o consigliano gli altri di fare. Fai quello che ti piace, tutto il resto verrà da se. E’ tanto banale quanto vero. Se non farai quello che ti piace sarà tutto un po’ più complicato.

      Concludo segnalandoti altri post che ti potrebbero interessare (non per portare traffico al mio sito, ma perchè effettivamente sono post scritti proprio per consigliare ragazze come te. Che poi non sono altro che io qualche anno fa ;))

      – Fare architettura non significa per forza diventare architetti: https://www.objectsmag.it/alternative-lavoro-da-architetto/
      – I miei consigli per fare al meglio l’università di architettura: https://www.objectsmag.it/consigli-agli-studenti-di-architettura-per-fare-al-meglio-luniversita/
      – Ti prego fai uso di questi tools che ti semplificheranno la vita: https://www.objectsmag.it/online-tools-per-architetti-e-designers/
      – Incomincia a promuovere te stessa, quando entrarai nel mondo del lavoro potrebbe tornarti utile: https://www.objectsmag.it/promuovere-te-stesso-come-architetto-o-designer/

      Infine ti propongo due test.
      1. Guardati questi siti https://www.objectsmag.it/i-migliori-siti-di-architettura-design-da-prendere-come-riferimento/ e poi chiediti se ti emoziona navigare tra i progetti… Se non ti dicono niente allora forse questa strada non fa per te.
      2. (questo secondo punto è uno “stress test” davvero tosto) leggiti questo articolo https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-06-14/non-e-paese-giovani-architetti-stipendi-bassi-e-fatture-ritardo-perche-su-tre-e-sotto-soglia-poverta–231453.shtml?uuid=AD7LtGc e poi fai una riflessione – magari anche con i tuoi genitori – per capire se sei abbastanza carica per questo mondo. E’ importante essere consapevoli di tutto.

      In bocca al lupo Letizia! Ciao

  • Alessandro
    Rispondi

    Ciao Luca, mi chiamo Alessandro, ho 29 anni, sono laureato in economia e sono imprenditore. Ho sempre avuto la passione per l’architettura e il design e sto seriamente pensando di sostenere il test d’ammissione. Mi sento motivato perché vorrei seguire il mio sogno, cambiare vita e rimediare all’errore fatto dieci anni fa. È da qualche tempo che ci penso, però come puoi immaginare non è facile prendere una decisione del genere ora. I dubbi sono tanti: dal riuscire a seguire sempre tutti i corsi, alle prospettive di carriera che possono riguardare un trentacinquenne neolaureato.
    Quindi ti chiedo un consiglio pratico e schietto, tu cosa ne pensi?
    Ti ringrazio,
    Un caro saluto
    Ale

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Alessandro! Come già ben saprai la tua situazione non è del tutto comune, per questo ammiro questo tuo “folle” e non convenzionale pensiero di lasciare tutto e rimetterti a studiare di nuovo. Tuttavia, se proprio vuoi il mio giudizio pratico e schietto, la risposta è “non farlo”. E’ già complicato per un 25enne trovare un lavoro e trovarne uno che abbia un compenso adeguato (perlomeno in Italia), per un 35enne la sfida è anche assai più ardua. Non so di cosa ti occupi al momento, però quello che ti consiglio, maggior ragione che lo spirito imprenditoriale ce lo hai già, è quello di provare a sondare nuovi business in campi di cui sei appassionato, ovvero il design e l’architettura. Potresti pensare a qualcosa di correlato che abbia a che fare con edifici (magari servizi), ma che non presupponga per forza una laurea quinquennale… Un’altra alternativa è quella di frequentare dei corsi serali di progettazione o di design, in questo modo potrai cercare di aprirti nuove strade senza rischiare di compromettere eccessivamente il tuo percorso. In ogni caso in bocca al lupo e possa tu avere il vento in poppa qualsiasi opzione sceglierai! Ciao!

  • Nicola Polignano
    Rispondi

    Ciao Luca, sono Nicola. Faccio la seconda superiore al liceo scientifico. Ho già intenzione di iscrivermi a un corso di progettazione al computer organizzata dalla mia scuola e ti volevo chiedere se, iscrivendomi ad architettura, dovrò conoscere altre materie che non sono comprese nel percorso del liceo. Grazie

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Nicola! Wow… Questo si che è muoversi anticipatamente! Complimenti. Le materie sono moltissime e se proprio dovessi dirti su quali portarti avanti sicuramente ti direi di imparare ad usare software di modellazione 2d e 3d (quindi benissimo), ma anche di studiare, osservare, carpire il più possibile sulla storia e la pratica dell’architettura.. Impara quindi a padroneggiare gli strumenti del mestiere (se riesci dedica gran parte del tuo tempo ad imparare ad usare un software BIM), ma non dimenticarti che saper usare un programma è solo la base, ma poi dovrai creare, disegnare, pensare, verificare, sorprendere, convincere, rappresentare e tutto il resto.. Considera quindi di far crescere in parallelo sia le tue capacità tecniche, sia le tue capacità critiche-culturali. Come ultima cosa mi sento anche di suggeriti (cosa che probabilmente fai già) di non smettere mai di curiosare in giro nel mondo facendo viaggi o leggendo e scoprendo storie e architettura – magari visitando spesso i migliori siti del settore https://www.objectsmag.it/i-migliori-siti-di-architettura-design-da-prendere-come-riferimento/ o leggendo libri. Grazie per il tuo commento e in bocca al lupo! PS Gli anni del liceo sono i più belli, goditeli il più possibile 😉

  • Amina
    Rispondi

    Ma si può andare all’università della architettura senza andare in superiore ?

    • Objects.
      Rispondi

      Ciao Amina! In Italia credo che sia molto complicato.. ma all’estero forse si! Però non saprei, ti consiglierei di scrivere direttamente all’università che vorresti frequentare o fare una ricerca.

  • Lucrezia
    Rispondi

    Hai sbagliato solo una cosa secondo me: se devi iscriverti ad architettura iscriviti ad architettura completamente digiuno di architettura!
    Amerai Le Corbu ma amerai anche Fuksas, e Calatrava, e Palladio! perché per te saranno uguali. Ti sembrerà rivoluzionario un cordolo in cemento armato, userai photoshop come un grafico e non barerai mai, nemmeno una volta, perché imparerai a disegnare non a fare un compito di scuola o far contenti mamma e babbo. Ti si aprirà un libro di una lingua nuova e lo imparerai, non come chi ha imparato l’inglese su Facebook.
    I geometri restano geometri, i figli di architetti, restano figli di.
    Se proprio devo dire, ciò che potrebbe servire di più, è un padre impresario.

    Tutto vero per l’amor del cielo, ma meno terrorismo e più passione, per dio!
    Anche io lavoro 10 ore al giorno e guadagno poco, ma all’università, in quella gabbia di matti egocentrici piena di sudore e lacrime che dite, ci tornerei domani.

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Lucrezia, questi sono consigli e riflessioni. Come scrivo spesso l’Architettura è bellissima e ti arricchisce enormemente, in questo post però ho voluto raccontare tutti gli aspetti, anche quelli più fastidiosi, perchè io avrei effettivamente voluto saperli quando a 18 anni non sapevo neanche che cosa fosse il mondo del lavoro o un percorso di studi in architettura – e perchè credo che sia giusto avere la maggior consapevolezza possibile quando ci si appresta a fare scelte importanti. In questa e in tutte le altre scelte.

      Risposta personale: io non lavoro 10 ore al giorno per quel “lavoro” che intendi tu nel commento, e grazie al cielo o al mio impegno non guadagno nemmeno poco. Se credi che questo sia un articolo scritto solo perchè l’autore è frustrato perchè “lavora tanto e guadagna poco” allora hai sbagliato solo una cosa.

      Altre note: se uno impara l’inglese lo può imparare dove vuole, povero Facebook – a me Corbu non piaceva più di tanto – mai pensato che un cordolo fosse rivoluzionario – non capisco il nesso tra il disegnare e il fare i compiti di scuola… – figli di. non ho capito – per dio non mi piace per niente – nessuno mette in dubbio che l’ambiente universitario di per sè è una figata. Tutto un po’ Fuffas per rimanere in tema.

      Ciao

  • Valentina Bellantuono
    Rispondi

    Mi sono fermata a “non ascoltare i professori, il disegno a mano libera non serve”. Non credo tu abbia fatto architettura per parlare cosi. ne tanto meno ti sei posto il perché i professori ti dicano così.
    SONO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO CON IL SAPER UTILIZZARE PROGRAMMI. fin qui non ci piove

    Ma non DEVONO mai e poi MAI sostituire il PENSIERO A MANO LIBERA!!! non importa saper disegnare o meno importa COLLEGARE CERVELLO-MANO non CERVELLO-MANO-MOUSE.
    Mi dispiace leggere consigli del genere, c’è un mio professore che è formidabile ed un gran professionista con una grandissima sensibilità che ci faceva ridisegnare i progetti a mano sui fogli lucidi per sovrapporli e sfilare via via quel che non serviva.
    Ho seguito delle lezioni come assistente di composizione, e questo consiglio lo davamo a tutti. IL SAPER METTERE SUL FOGLIO LE PROPRIE IDEE NON SIGNIFICA NON SAPER USARE PROGRAMMI DI GRAFICA
    Pensaci, magari concordi con me

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Sono d’accordo perchè stiamo dicendo due cose diverse quindi sono libero di affermare ciò che scrivo nel post e di dichiararmi in accordo con il tuo commento. Nel post non lo dico espressamente, ma è ovvio, per non dirlo in modo fastidioso OVVIO, che chiunque è liberissimo di usare il disegno a mano libera come meglio crede.. non è che bandito, nessuno ha mai detto questo.

      Poi una cosa è il “pensiero” una cosa è il mondo del lavoro. Il pensiero lo devi coltivare e sei libero di coltivarlo in mille modi diversi, ma purtroppo il “pensiero” non viene richiesto sul posto di lavoro i primi anni di carriera o al colloquio. Dico purtroppo. Perchè io amo il pensiero, amo leggere e amo scrivere.

      Non sto dicendo che uno deve diventare una revit monkey ne uno che sa usare solo programmi, ma ecco, sto solo consigliando che è fondamentale e importante saperli usare. Se uno è abbastanza bravo e talentuoso da imparare entrambi allora tanto meglio, ma se devo dare un consiglio è quello di non investire troppo tempo nel cercare di disegnare a mano alla perfezione se non sei un talento – il dialogo mente-mano non dovrà mai mancare come dici tu, ma quello è instintivo e tornerà sempre (questo è sottinteso) – ma di investire il proprio tempo per sviluppare skill che effettivamente sono richieste negli studi. Così che poi il pensiero potrà venire effettivamente fuori e svilupparsi attraverso anni di carriera. Anche per far si che il saper disegnare a mano libera e il pensiero non siano solo un vanto personale o un ricordo di professori (non metto in dubbio che il tuo fosse un grandissimo prof).

      E per favore Valentina, ti chiedo per favore. Fai una ricerca online su di me, vai sul mio profilo LinkedIn, fammi una domanda diretta, fai quello che vuoi.. ma non scrivere nei commenti “Non credo che tu abbia fatto architettura per parlare così”. Cosa significa? E’ tanto fastidioso rispondere a commenti come il tuo, quanto gratificante è farlo con persone che effettivamente prendono questo post per quello che è.. Ovvero una serie di consigli dati a studenti per il solo fine di aiutarli.. Persone che talvolta sono in disaccordo o chiedono ulteriori consigli, ma lo fanno sempre con un atteggiamento tranquillo. Non ti piacciono i miei consigli? Possiamo parlarne e rispondo sempre e lo faccio sempre in modo gentile. Ma non c’è bisogno di URLARE, ne di insinuare cose.

      (abbiamo fatto pure una tesi di laurea simile! Anche io su un waterfront!)

  • tesea
    Rispondi

    Frequento il terzo anno dell’ITIS, precisamente indirizzo informatico. Ho capito di aver sbagliato scuola un po’ troppo tardi e ho paura che questo potrebbe diventare un problema in futuro. Ultimamente mi sto infilando, sempre più curiosa, nel mondo dell’architettura, ma soprattutto dell’interior design. E’ una materia che mi affascina, dato che richiede creatività e tecnica, e sono più che sicura di volerla fare all’università.
    Al momento mi sto informando, seguo page dei designer sui social e guardo molti video. Però sento il bisogno di avere una base vera e propria, e sto decidendo di prendere un libro. Ma non ne ho idea di cosa prendere.
    Sapresti consigliarmi tu?

    p.s. Complimenti per il blog! 🙂

    • Luca Onniboni
      Rispondi

      Ciao Tesea, scusami il ritardo nella risposta. Ti confesso che non ho UN libro in particolare da consigliarti e francamente in questo caso è estremamente difficilmente risponderti a dovere.

      A tal proposito però ho in programma di pubblicare un post dal titolo “I libri che un architetto o designer non può mancare di leggere” o simil..

      Essenzialmente sono altri consigli di letture che a me sono state molto utili sotto molteplici punti di vista e che mi sento assolutamente di consigliare – e visto che anche io apprezzo il design e i designer, soprattutto quelli di una volta – sono convinto che potresti trovare questa lista molto interessante:

      – Architettura e felicità

      – Complessità e contraddizioni nell’architettura, Robert Venturi

      – L’uomo artigiano, Richard Sennet

      – Modernità debole e diffusa, Andrea Branzi

      – Life Cycle Assessment in edilizia

      – Ars est celare artem

      – Project Japan, Metabolism Talks

      – Perchè gli edifici stanno in piedi

      – Viaggi in Grecia, Giancarlo De Carli

      – Genius Loci

      – Manifesto del terzo paesaggio

      – Cos’è il restauro? Nove studiosi a confronto

      – Contro l’Architettura

      – L’Architettura della partecipazione

      – 25 modi per pianta un chiodo, Enzo Mari

      – Da cosa nasce cosa, Bruno Munari

      Scusami se non ci sono i link e se non è un vero e proprio post, ma considerala un’anteprima!

      Spero di esserti stato utile anche se in ritardo e ti auguro buona fortuna per tutto!

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