Viaggio alla scoperta della Street Art di Valencia

ArtobjectsArt

Valencia è fra le città europee dove l’arte urbana trova più ampia espressione: è tutt’altro che difficile imbattersi in murales e graffiti mentre si passeggia per il centro, fra le vie del barrio del Carmen e della Ciutat Vella.

L’articolo di oggi esula dalle sole considerazioni artistiche sulla street art valenciana e si focalizza piuttosto su cosa ci comunica nel concreto l’arte urbana sulla città dov’essa viene realizzata.

Le espressioni artistiche qui proposte sono molto diverse fra loro; comunicano messaggi distinti, parlano lingue differenti, eppure, hanno qualcosa in comune. Arrivano tutte, inequivocabilmente, a rivelare allo spettatore (o meglio, al passante) il cuore pulsante di Valencia, la sua identità mista, giovane, in costante cambiamento, eppure fortemente legata alla tradizione.

Vediamole insieme.

Il primo artista di cui parliamo è forse il più presente nelle strade di Valencia. I suoi ninja o personaggi mascherati, firma identificativa e inequivocabile delle sue opere, sono presenti in moltissimi dei vicoli cittadini; spuntano quasi casualmente accompagnando e scandendo la quotidianità di chi a Valencia ci vive o è solo di passaggio. David de Limón è un artista e writer valenciano che si ispira principalmente ai cartoon e alla cultura pop. I suoi ninja mascherati, completamente vestiti di nero e inseriti in svariati contesti cittadini, ammiccano ai passanti e li invitano ad esplorare stradine, vicoli, e anfratti nascosti.

Limón, i cui personaggi misteriosi ed inconfondibili hanno ormai raggiunto le strade di diverse città europee, è nativo del barrio del Carmen, ed è proprio qui che troviamo la maggior parte delle sue opere. Sono graffiti che hanno un che di familiare, che non impongono la loro presenza, ma si inseriscono (silenziosamente come ninja) nel contesto cittadino dell’artista, a garantirne la presenza anche nella lontananza. Valencia è casa, in ogni vicolo.

LIMON carrer de Guillem Castro

Altro artista molto conosciuto, ancora una volta nativo della città di Valencia, è Escif.

Lo stile di Escif è lineare e minimalista, utilizza spesso il bianco e nero e un tratto sottile quasi disegnasse a matita su una tela. Si preoccupa di rendere le sue opere non solo piacevoli alla vista, ma anche ricche di significato.

La Vida es Otra Cosa venne realizzato dall’artista nel 2018 in collaborazione con Greenpeace España sulla facciata della Scuola d’arte e di disegno Barreira. Il murales, dalle imponenti dimensioni di 20x30m ricorda ai passanti che ‘La vida es otra cosa’: la vita è un’altra cosa, non consumismo sfrenato e impatto ambientale incontrollato, non individualismo e ed egocentrismo da social network, ma cura per il prossimo e per il pianeta, attenzione e reazione al cambiamento climatico, spinta verso un’evoluzione in positivo, partendo dalle strade delle nostre città.

ESCIF “LA VIDA ES OTRA COSA” facciata di Escuela Barreira A+D

Passiamo ora ad un artista di origini belga, ma che ha contribuito in diverse occasioni alla street art valenciana. Parliamo di Bisser, giovane artista specializzato in graffiti 3D, normalmente di grandi dimensioni, di ispirazione pop con particolari riferimenti ai fumetti e ai cartoni animati.

La sua arte è spesso astratta, talvolta inquietante, mai scontata. Non serve essere nati a Valencia per immergersi nella magia della città; Bisser realizza opere che si inseriscono perfettamente nel contesto urbano, lo decorano, lo contornano, ne evidenziano la bellezza. “New horror vacui” è l’opera di Bisser che ho scelto di inserire in questo elenco per un motivo preciso: ‘horror vacui’ è una locuzione latina traducibile come ‘paura del vuoto’.

È interessante la scelta di tale espressione nella titolazione di un intervento urbano, poiché trasmette la necessità dell’artista di riempire spazi vuoti ed abbandonati con la propria arte al fine di renderli ‘pieni’, fertili, ammirabili. Ed è proprio questo il contributo di Bisser alla bella Valencia.

HORROR VACUI 2019 Carrer de l’Hostal de Morella

Nemmeno Disneylexya è originario di Valencia, eppure le sue opere si adattano magistralmente alla città, come se essa si fosse messa a disposizione dell’artista. Disneylexya è un writer cileno che adotta l’immaginario dei miti antichi di origine europea e li mischia con nozioni di alchimia, narrazioni latinoamericane e racconti dei nativi americani. Il misticismo dei suoi murales è ben evidente agli occhi dei passanti, che rimangono incantati, quasi ipnotizzati, dalle sue coloratissime opere.

L’artista aggiunge poi elementi fortemente contemporanei a composizioni artistiche che, visivamente, si ispirano ai murales popolari cileni degli anni ’70. In tutte le sue fantasiose opere troviamo intensi spunti di riflessione sui simbolismi umani, sul subconscio, sulla responsabilità sociale degli individui.

DISNEYLEXYA carrer de baix

Con Julieta XLF torniamo a parlare di artisti valenciani. Le opere di Julieta rappresentano bambine di ispirazione fumettistica; sono lavori molto colorati, in cui la protagonista è sempre una bambina, quasi una bambola, con gli occhi chiusi, sognanti, circondata da altri soggetti tratti dall’immaginario pop dei cartoni animati. Interessante notare come la sigla ‘XLF’ stia a significare ‘Por la Face’, in spagnolo ‘Por la cara’, espressione traducibile in italiano con il termine ‘gratis’.

Questo sta a simboleggiare il coraggio impudente dei writer e street artist che donano le loro opere ai muri delle città, agli angoli delle strade, alle facciate degli edifici. Proprio a partire dalla sua stressa firma, Julieta XLF difende un tipo di arte e di cultura totalmente libere, accessibili e alla portata tutti.

JULIETA XLF carrer de la Corona

Se per le strade di Valencia vi capita di notare interventi urbani rappresentanti volti e figure con due paia di occhi, sappiate che state ammirando un’opera di Chikitin Valencia. L’artista valenciano produce opere quasi psichedeliche, di volti di donne e uomini, con sguardi multipli, sdoppiati, surreali.

Perché quattro occhi? L’artista risponde che questi doppi sguardi enigmatici fanno riferimento alle molte vite che tutti noi viviamo. Nella sua arte troviamo un’attenzione per il trascendente, per la spiritualità, l’occulto e la magia. Chikitin Valencia dichiara l’amore per la sua città e per la sua tradizione, per il suo folklore, che si mischiano inevitabilmente con la sua magia, la sua capacità di rinascere, l’arte, il misticismo, i colori. Chikitin Valencia, come molti altri street artist che si distanziano dall’esposizione in musei e gallerie d’arte, dona le proprie opere alla città, senza voler niente in cambio.

CHIKITIN VALENCIA carrer de Guillem Castro

Cosa ci dice tutto questo sull’identità di Valencia? Come contribuiscono gli interventi urbani, i graffiti e i murales alla quotidianità della città? La maggior parte degli artisti di cui abbiamo trattato sono valenciani; due di loro, invece, sono nati altrove ma hanno lasciato parte di sé a Valencia contribuendo a dare forma al paesaggio artistico urbano.

Tutte queste opere e, in generale, molte altre opere che troviamo per le vie cittadine, mandano messaggi di apertura e riflessione; pongono questioni e problemi attuali sull’ambiente, sulle nostre società, sui rapporti fra le persone; aiutano chi le nota per la prima volta, chi ci passa davanti tutti i giorni e chi le vede solo con la coda dell’occhio, ad avere una percezione giovane ed aperta della città.

Una città che ammette tanta arte e tanta bellezza è una città libera e forte, un organismo pensante fatto di persone con voglia di crescere, evolvere, mutare.

Non solo i valenciani, non solo gli spagnoli contribuiscono alla bellezza e alla ricchezza della città, ma chiunque nutra amore e desiderio per il senso di comunità e per la libertà. Tutto questo rende bella Valencia e la sua street art ne è, allo stesso tempo, specchio ed impulso.

Post di Clara Bigoni

Foto Copyright: Clara Bigoni – @clara.bigoni

Unisciti ad una grande community
segui OBJECTS.
Tag: Street Art.
Correlati
"Continuando così, il mondo non avrà più abbastanza ossigeno"

“Continuando così, il mondo non avrà più abbastanza ossigeno”

"Candleman" la candela meditante dello studio AND

“Candleman” la candela meditante dello studio AND

"Charcoal Chicken", i polli completamente neri

“Charcoal Chicken”, i polli completamente neri

Scopri altri post
La forza del colore. Le figure femminili di Fipé Gouge-Merrall

La forza del colore. Le figure femminili di Fipé Gouge-Merrall

I“Viaggi straordinari” di Aldo Mondino

I“Viaggi straordinari” di Aldo Mondino

La nuova vita del Faro de Ajo

La nuova vita del Faro de Ajo

Tra astrattismo e figurazione, la pittura di Chrissy Angliker

Tra astrattismo e figurazione, la pittura di Chrissy Angliker

Gli objet trouvé di Gizela Mickiewicz

Gli objet trouvé di Gizela Mickiewicz

Le teste lignee di Alfred Haberpointner

Le teste lignee di Alfred Haberpointner

Leggi e guarda tutto il resto nelle categorie Designobjects, Artobjects, Fashionobjects, Archiobjects, Ecoobjects e Lifeobjects.

Iscriviti alla newsletter

Ho letto la Privacy policy e acconsento al trattamento dei dati