Verso l’infinito e oltre. Le Infinity Rooms di Yayoi Kusama

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I integrate my philosophy about the eternity of inter-relationships into my artworks. You can share the information, but the experience is your own.

Yayoi Kusama

Un universo di luci cromatiche, uno spazio infinito ed etereo, una mostra spettacolare sotto ogni punto di vista.

A circa un anno dalla sua ultima presentazione (l’anno scorso in concomitanza del XX anniversario del museo), la Tate Modern di Londra torna a splendere – letteralmente – con le “Infinity Rooms” di Yayoi Kusama.

Trattasi di installazioni immersive, universi caleidoscopici di luci e colori, con il preciso intento di trasportare lo spettatore in un mondo altro, secondo la percezione e sensibilità uniche dell’artista giapponese.

Nata nel 1929 a Matsumoto – in Giappone – Yayoi Kusama getta le radici per la sua carriera nella New York vintage e retrò degli anni ’60, dove spicca e si fa riconoscere per un pratica artistica avanguardista, eclettica e di ampio respiro: installazioni, pittura, scultura, fashion design, scrittura letteraria. Pare non ci sia nulla che non sappia fare.

A partire dagli anni ’70 si trasferisce a Tokyo, dove vive tuttora e continua a lavorare in maniera prolifica e con fama internazionale.

Tornando a noi, “Infinity Mirrored Room – Filled with the Brilliance of Life” è una delle più grandi installazioni itineranti di Kusama fino ad oggi. La mostra vide la luce per la prima volta 9 anni fa – nel 2012 – sempre alla Tate Modern. 

To create an endless mirror room had been my long-cherished dream. The psychedelic images of lights make the world a kind of kaleidoscope, mirroring the light at the root of all things and luring anyone who entered the room towards infinity world. This was the materialisation of a state of rapture I myself had been between life and death. This was my living, breathing manifesto of love. Thousands of illuminated colours blinking at the speed of light – isn’t this the very illusion of life in our transient world?

Yayoi Kusama

In un mondo eterno in cui il tempo si ferma, Yayoi vuole regalare ad ognuno di noi un momento di sospensione e immortalità attraverso la sua visione artistica, una visione che si deve però plasmare e fondere con la sensibilità altrui. Ecco perché, a suo dire, ogni esperienza delle sue opere sarà diversa a seconda di chi le vive.

Da cosa deriva però la sensibilità dell’artista stessa? Yayoi Kusama racconta di quando era piccola e di quando ebbe un’allucinazione che la spaventò a morte. Ella si trovava in un campo di fiori, quando gli stessi, tutti insieme, iniziarono a parlarle. Le teste dei germogli erano come punti che si estendevano all’infinito.

Di lì l’idea di “auto-annullamento” – in un campo di punti infiniti dove lei risultava piccola come un granello di sabbia. L’allucinazione forgiò indissolubilmente l’animo dell’artista, portandola a ripercorrere ripetutamente nel corso della sua vita l’idea di fusione con l’universo stesso – il che è evidente in ogni sua opera.

Our earth is only one polka dot among a million stars in the cosmos. Polka dots are a way to infinity. When we obliterate nature and our bodies with polka dots, we become part of the unity of our environment

Yayoi Kusama

Le Infinity Rooms di Kusama saranno in mostra alla Tate Modern di Londra dal 29 marzo 2021 al 27 marzo 2022, e saranno accompagnate da scatti che mostreranno i momenti più salienti ed intimi dell’artista.

Foto Copyright | info: Tate Modern – tate.org.ukPinterest

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Tag: Yayoi Kusama.
Articolo di Giuditta Duranti

Giuditta Duranti

Vivo per scrivere, scrivo per vivere. Fotografo per passione. Da sempre innamorata dell'arte e della letteratura, mi diletto con zelo e passione a narrare le vicende del mondo e a immortalarne i momenti più belli.

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