La poetica dell’essenziale, le sculture di Sanné Mestrom

Nata nel 1979 a Heerlen, nei Paesi Bassi, Sanné Mestrom è un’artista di grande raffinatezza intellettuale ed eleganza formale, autrice di sculture e installazioni in situ, che rendono omaggio a opere iconiche di grandi maestri dell’arte di inizio Novecento.

Le opere della Mestrom si distinguono per una straordinaria capacità di sintesi nei confronti dei soggetti scolpiti, la materia è plasmata in forme geometriche e linee semplici, primordiali, impersonali, lucide, incontaminate, scevre di attributi accessori, ridotte a una levigata asciuttezza e a strutture puramente volumetriche, la sua è una visione antinaturalistica della realtà, che tende a un processo di stilizzazione e astrazione.

A livello stilistico le sue sculture riprendono i modelli dell’arte modernista del XX secolo, di Brancusi, Modigliani, Pablo Picasso e Henry Moore, e retaggi del primitivismo e delle figure totemiche, come nell’opera “Soft Kiss” (2016), chiaro riferimento al “Bacio” di Rodin, del 1898, e a quello di Constantin Brancusi, del 1916, o “Weeping Women” (2014), che si rifà alla celebre e omonima opera pittorica di Pablo Picasso, conservata alla Tate Modern di Londra.

Adoperando materiali diversi, il cemento, l’argilla, l’acciaio, il bronzo, di cui esalta le qualità fisiche ed estetiche, la scultrice olandese realizza opere in grado di distorcere la percezione dell’osservatore e di stimolarne l’immaginazione.

Protagonista del suo lavoro è il corpo femminile, accattivante, misterioso, sensuale pur nell’estrema schematizzazione e deformazione dei tratti fisionomici, che valica le visioni e gli schemi del realismo, e che diviene simbolo della questione di genere e della presenza imperante degli uomini nel mondo dell’arte.

Foto Copyright: Sanné Mestrom – mestrom.org

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