La pittura materica di Mercedes Mangrané

Mercedes Mangrané è un’artista spagnola di singolare talento, specializzata in pittura e video art.

Nelle opere pittoriche, la Mangrané ricerca una nuova forza comunicativa, trasfigura la realtà in atmosfere immateriali e silenziose. L’artista propone dipinti di delicata bellezza e potenza espressiva, quadri astratti di piccolo formato, una pittura materica e lirica di altissimo pregio e suggestione.

La “poetica della materia” è il motivo conduttore della pittura di Mercedes. L’artista applica sulla tela strati spessi e rugosi di colore, un impasto denso, ruvido, irregolare, di tonalità tenui, languide, sbiadite – gli acquamarina, i lilla chiarissimi, i rosa – che emergono dalla superficie del quadro, con un effetto di solidità e di tridimensionalità scultorea, rompendo il confine tra immagine bidimensionale e immagine plastica.

L’estro creativo dell’artista iberica si concreta nell’abilità di suscitare vive sensazioni ed emozioni al di là di canoni e modelli condivisi legati al figurativismo.

Il suo interesse non si focalizza sulla forma o sull’immagine, ma sulla trama, sulla fisicità e sulle qualità coloristiche della materia pittorica, nuda e cruda, completamente autonoma e significante in sé, svuotata di ogni residuo valore iconico, spalmata in concrezioni di vario spessore, che appaiono ora scabre, grumose, porose, piene di crepe e screpolature, ora attraversate da morbidi rilievi, accumuli di pasta cromatica elargita sulla tela con spatolate generose.

La pittura della Mangrané, sfuggendo a riduttive classificazioni, risponde a un’assoluta libertà inventiva, supera l’apparenza ingannevole del reale e del vivere quotidiano, per approdare a luoghi infiniti e fuori dal tempo.

Nata a Barcellona nel 1988, Mercedes Mangrané si è laureata in Belle Arti presso l’Università di Barcellona. L’artista ha esposto le sue opere nella personale dal titolo “Reward” alla galleria Ana Mas Projects, e ha partecipato a diverse mostre collettive.

Sulle orme del Fluxus e dall’Arte Povera che, respingendo i valori culturali legati a una società tecnologicamente avanzata, valicavano i limiti imposti dall’arte tradizionale e proponevano materiali poveri e antiestetici, Ko rielabora in chiave artistica questo oggetto di uso quotidiano, di poco valore ed ordinario, unico componente strutturale delle sue opere, rivendicandone l’intrinseca artisticità, conferendogli un nuovo significato, una dimensione visuale alternativa, in grado di stupire e incantare l’osservatore.

Foto Copyright: Mercedes Mangrané – mercedesmangrane.com

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