Gli inquietanti papiers collés di Jesse Draxler

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Decostruzione e ricostruzione, la carica eversiva dell’esperienza dada e l’audacia dei montaggi onirici surrealisti, volti spogliati della loro spiritualità, umanità, esposti come oggetti del paradosso e del non senso, la sensualità, il soprannaturale, la grazia e l’ignoto. Sono molti e non sempre connessi, i mondi che Jesse Draxler, illustratore e designer americano, mette in contatto per creare intriganti collage concettuali.

Con l’intento di sovvertire l’ordine consueto della realtà, per dare forma alle emozioni, a uno stato d’animo, nei suoi mashup, Draxler altera la percezione dello spettatore, che è stordito, stuzzicato, turbato, costretto ad andare oltre le sue torpide abitudini mentali.

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I suoi fotomontaggi, quasi sempre realizzati a mano, sono carichi di concitazione e brutalità, le sue tele sono un caos di bellezza e orrore, in cui le figure umane subiscono, per opera di forbici e colla, un processo di deformazione e di ibridazione.

Le facce e i corpi appaiono, nelle sue composizioni, ma solo accennati, sotto chiazze di colore, strappi, graffi e ritagli, in un eccitante equilibrio tra il bianco e nero e le forme minimaliste.

Le sue fotografie e i suoi collage sono apparsi – tra le altre – su testate quali Elle, Creem e The New York Times, e Draxler è stato inserito tra i grandi nomi del libro “The Age of Collage: Contemporary Collage in Modern Art”, pubblicato nel 2013 da Gestalten.

Transforming an image from something I may not really care for into something that speaks for me is gratifying, like creation through destruction. Mine now.

-Jesse Draxler

Foto Copyright: JesseDraxler

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