L’arte di Marco Di Giovanni in mostra alla MLB Home Gallery di Ferrara

Fino al 26 marzo è in corso alla MLB, Home Gallery di Maria Livia Brunelli a Ferrara (dove suonando al campanello ci si trova immersi in una casa-galleria), la mostra di Marco Di Giovanni “A.A.A. Angelica”, ispirata alla mostra “Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi” del Palazzo dei Diamanti, con la quale la galleria collabora, organizzando esposizioni ed eventi con precisi collegamenti tematici.

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L’artista menzionato dalla guida per investire 2017 del Corriere della Sera, nella sezione arte, ha confermato il suo talento e il suo genio creativo attraverso le opere proposte.

Fantastica, infatti, l’installazione che ritrae Ludovico Ariosto, realizzata disegnando il suo volto su 46 planisferi delle agende Moleskine, una per ogni canto del poema.

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Adello Vanni, psicoterapeuta e psichiatra, studioso d’arte e letteratura, ha approfondito le tipologie di coppie amorose e di legami conversando con l’artista Marco Di Giovanni sulle opere ispirate alle donne dell’Orlando Furioso.

Da questo dialogo è emersa una contemporaneità tra quanto narrato nell’Orlando e la realtà di oggi: se  nell’epoca di Ariosto le donne erano considerate oggetto di desiderio e di scambio per il soggetto maschile, in linea con la cultura patriarcale (corredo nel patrimonio, bottino per i guerrieri, oggetto di matrimoni per scambi politici, protagoniste di un culto della  verginità, brama di possesso carnale), oggi esistono odierni “cavalieri”, cristiani e musulmani, considerati stalker e sex offenders e quindi sottoposti a misure di sicurezza.

E’ proprio da questa condizione che l’artista ha incentrato la sua riflessione, prendendo come modelle delle prostitute, simbolo della bramosia sessuale maschile e incarnanti la “nuova” Angelica.

Angelica però, nel Furioso, attraverso la fuga, l’inganno, la furbizia e la magia, riesce ad imporre la legge individuale dell’amore, introducendo nella storia, fino ai giorni nostri, un nuovo concetto di donna, autonoma, libera di scegliere e non più totalmente subalterna al volere dell’uomo.

Angelica, infatti, grazie all’anello magico, riesce a dileguarsi rendendosi invisibile agli occhi dei suoi pretendenti. E’ per questo che Di Giovanni ritrae i corpi delle sue modelle sui vari fogli, con un tratto sempre più leggero, così da dare allo spettatore la sensazione dello svanire delle immagini e quindi del dileguarsi di Angelica.

E quando l’uomo capisce di aver perso il suo oggetto del desiderio, impazzisce e perde il “senno”, senno che Astolfo, nel poema, deve ritrovare sulla luna per poi restituirlo ad Orlando.

Lo spazio tra la terra e la luna è rappresentato da Di Giovanni con una grande installazione realizzata con due strutture in metallo, rappresentanti la “salvezza” rispetto alla follia. All’interno di un oblò posto su un “comignolo tubolare in acciaio” affisso sulla parete, è possibile ammirare la luna, simbolo di tutto ciò che si desidera e non si può ottenere, custode del senno di Orlando.

Per raggiungere la luna, c’è un “Ippogrifo” che innalza lo spettatore, rappresentato da una pedana in metallo, leggermente obliqua, dalla sommità della quale si può ammirare una sfera di cristallo, rappresentante la terra, attraverso la cui osservazione si rivive l’emozione di Astolfo, che, prima di volare sulla luna, ha dovuto affrontare gli inferi.

Foto Copyright: mlbgallery

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