“Tripus” il rifugio urbano di Matyáš Barák
Designobjects • Objects & Furniture

In un’epoca dove il paesaggio urbano è sempre più saturo e rumoroso, “Tripus” del designer ceco Matyáš Barák si erge come un gesto poetico di sottrazione.
L’installazione, composta da tre bracci metallici che si piegano come tentacoli attorno allo spazio centrale, invita chi vi entra a ritrovare un momento di calma e concentrazione. È una scultura che diventa architettura, un micro-rifugio che accoglie l’individuo senza isolarlo completamente dal mondo esterno.
Le superfici curve, leggere e lucenti, riflettono la città come se la osservassero da un’altra prospettiva e quando cala la sera, una luce soffusa trasforma l’opera in un organismo silenzioso, pulsante di presenza che invita ad un’esperienza di respiro, un invito a riscoprire la solitudine come forma di connessione.
Con Tripus rispondo al periodo della pandemia, ma nella mia ricerca mi sono sempre interessato allo spazio personale, alla zona intima. Tripus va oltre quel contesto: credo che anche fuori dalla pandemia le persone desiderino sedersi senza essere in un contatto troppo stretto con gli altri.
Matyáš Barák per czechdesign.cz









DESIGNER. Matyáš Barák @matyasbarak
PROJECT. Tripus
IMAGES © matyasbarak.com – Anna-Marie Křížová @aniikrizova, Vladimír Barák





