Storia di una diaspora, la pittura mediorientale di Hayv Kaharaman

Talento di rilievo dell’arte figurativa mediorientale contemporanea, Hayv Kaharaman è un’artista nata a Baghdad nel 1981, cresciuta in Iraq negli anni del lungo conflitto del Golfo Persico tra il regime dell’Ayatollah Khomeinil e quello del rais iracheno Saddam Hussein. Dopo la difficile infanzia trascorsa nel suo paese, dilaniato da una guerra violenta, senza eroi, una catastrofe umanitaria con più di un milione di morti dall’ottanta all’ottantotto, all’età di undici anni fugge in Svezia con la sua famiglia, paese in cui vive in condizione di rifugiata, non di rado vittima di vessazioni razziste, e dove si interessa alla pittura, passione che la porterà a studiare arte all’Accademia di Arte e Design di Firenze.

La Kaharaman racconta con singolare estro creativo, e una pittura fortemente rappresentativa della cultura mediorientale e dei suoi costumi, ricca di riferimenti all’arte tradizionale araba, che costituisce l’essenza del suo linguaggio visivo, le questioni socio-politiche che affiggono ancora oggi l’Iraq, con uno sguardo particolare al ruolo della donna e al controverso sentire femminile nella società irachena, tra desiderio di emancipazione e un’inevitabile angoscia interiore.

Le sue opere hanno sempre una nota malinconica e tragica, immagini e ricordi di un passato che non esiste più, eppure resta indelebile nella memoria di quanti sono stati costretti a cercare la salvezza in Occidente, mostrano una forte nostalgia per la terra nativa, il senso di appartenenza, un vissuto viscerale e doloroso, sebbene da un punto di vista sociale, svelino un atteggiamento critico e di denuncia.

La produzione artistica di Hayv Kaharaman è caratterizzata da una ricca simbologia femminile, riprende schemi e motivi iconografici dell’antica miniatura persiana, ma anche gli elementi decorativi geometrici e gli arabeschi, la calligrafia raffinata, l’assenza di prospettiva e l’utilizzo del colore in campiture nette.

I corpi morbidi e voluttuosi possiedono una carica emotiva potentissima, e sono un grido di accusa per la posizione di subalternità del popolo femminile nella società irachena, donne vittime di un medievale arretramento della propria condizione, donne mutilate, donne sottoposte alla violazione dei propri diritti.

Foto Copyright: Hayv Kaharaman – hayvkahraman.com

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