Quando l’amore, fra creativi, lascia il segno

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Cinque coppie, lontane fra loro, ma mosse da reciproci sentimenti che hanno cambiato il panorama artistico-creativo dell’ultimo secolo.

Salvador Dalì e Gala

Salvador Dalì e Gala, 1935 – Foto di Cecil Beaton

Lui padre del surrealismo, lei la sua musa, la sua ossessione, la sua guida. Un amore che è diventato arte, in mille sfaccettature diverse. Quadri, sculture, concetti ed emozioni, palazzi e luoghi che raccontano una storia d’amore che supera il tempo, e lo spazio.

Amo Gala più di mia madre, più di mio padre, più di Picasso e perfino più del denaro” continuando per tutta la vita a porla al centro del suo mondo, artistico e sensoriale, dando alla luce le maggiori opere d’arte che etichettiamo con il termine Surrealismo.

Il loro rapporto, fragile e instabile, imperfetto e perverso, fu in grado di superare la barriera spazio-temporale tramite uno strano equilibrio.

Frida Khalo e Diego Rivera

Diego e Frida a Coyoacàn, 1938 – Foto di Nickolas Muray

Marito e moglie, entrambi pittori, messicani, che hanno colorato e animato la prima metà del 900 oltre oceano, nel bel mezzo del grande fermento artistico e politico di quegli anni. Lui tradizionalista, lei rivoluzionaria, nel cuore e nell’arte.

Una lunga storia d’amore, durata più di vent’anni, impervia e faticosa, ma destinata al ricordo, che vive nelle loro opere. Una storia d’amore sinergica, produttiva e che ha nutrito, reciprocamente, l’uno l’arte dell’altra.

Un chiaro esempio di uguaglianza fra le parti, e di innovazione, che ci spinge a guardare oltre al legame fisico e civile fra i due. Ci porta dunque a comprendere (o almeno a provarci) che l’amore, fonte inesauribile di emozione, non debba necessariamente essere un percorso lineare, ma che nonostante le tortuosità possa dare luce a qualcosa di più grande.

Christo e Jeanne-Claude

Christo e Jeanne-Claude a Berlino, 1995 – Foto di Wolfgang Volz

Questa coppia, molto vicina alla nostra contemporaneità, rappresenta, nel vero termina della parola, il superamento dei confini fisici dell’arte.

Il loro lavoro, ibrido fra scultura, arte e paesaggio, impacchetta, solca e definisce i luoghi del nostro pianeta entrando in contatto con la natura e con l’opera architettonica dell’uomo. Hanno impacchettato il mondo percorrendo vie infinite, attraversando moltissimi paesi, e insegnandoci quanto sia bello ri-scoprire ciò che è sempre stato sotto ai nostri occhi, ma che improvvisamente si cela alla vista.

Quando Jeanne-Claude nel 2009 si spense, lui, Christo ebbe un unico obiettivo, che inseguì fino alla sua morte: portare a termine l’opera colossale che avevano perseguito per tutta la vita. E ci riuscì, e la dedicò al suo grande amore.

Charles e Ray Eames

Charles e Ray Eames – Foto di © Eames Office LLC

La loro storia d’amore ebbe inizio a ridosso del 1940, anno della fine del primo matrimonio di Charles, che quando conobbe Ray, come spesso succede, cambiò la sua vita. Le loro vite si mescolarono e diedero luogo a una delle unioni più proficue nel mondo dell’arte e del design.

Lei artista astratta, lui architetto e designer responsabile del dipartimento di design presso la Cranbrook Academy of Arts, concepirono un nuovo metodo di approccio al mondo del design, che andava radicalmente cambiato e adattato ai tempi.

Se il loro successo fu immenso, tanto che ancora oggi le loro sedie sono fra le più vendute e riconosciute al mondo, la loro storia d’amore fu un prezioso veicolo di armonia. Armonia frutto di un dialogo continuo e di una sperimentazione incessante.

Lee Krasner e Jackson Pollock

Jackson Pollock e Lee Krasner ad East Hampton, 1949

Lui, artista sconosciuto al mondo, lei ebrea ortodossa a Brooklyn, si incontrano nell’impeto artistico dell’Espressionismo americano degli anni 40 e danno vita a una leggenda.

Se Jackson in men che non si dica si afferma sul panorama artistico mondiale come una star, lei sceglie di perseguire un percorso artistico autonomo, vivendo nell’ombra della colossale opera del marito, ma diventando la sua musa e la sua consigliera fidata, fino alla morte precoce, di lui.

Lee, pervasa da sensazioni impetuose e violente, promosse per tutta la vita l’opera di Jackson, utilizzando la propria arte come forma di elaborazione del lutto e trovando finalmente la propria dimensione. Le due esperienze artistiche si mescolano, così come le loro vita. L’amore violento, impetuoso e passionale che fu la linea guida della relazione fra i due, trasformò i gesti in colore e il caos in controllo.

Foto Copyright: Cecil Beaton – Nickolas Muray – Wolfgang Volz – © Eames Office LLC

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Tag: Love, Frida Kahlo, Christo, Salvador Dalì.
Articolo di Francesca Longoni

Francesca Longoni

Giovane architetto d'interni. Attenta al mondo che mi circonda, in cerca di bellezza

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