Perfezioni provvisorie: Relazioni casuali, di Mirtha

Mirtha

Potremmo avere una relazione casuale.
Abbiamo cinquantatre anni in due.
Siamo giovani.
Ci crediamo più forti dell’amore ma non abbastanza per stare soli.
Pensiamo di essere invincibili ma non lo pensiamo con l’intensità sufficiente per crederci.
Vogliamo viaggiare partire pensiamo che qui non basti.
Mai.
Trangugiamo tequila sbattendo i bicchieri sul bancone come a Caracas senza pensare al mal di testa del giorno dopo.
Trascorriamo ore e ore a letto nella convinzione che il tempo non passi compiaciuti della trascuratezza dell’animo e dei capelli spettinati.
Vestiti scoordinati scombinati storti stropicciati strappati spogliati divorati sulle scale di un palazzo fascista a rubare secondi alla pazzia vorace.
Baciati dalle notti folli pensando di essere ancora in tempo.
Mani sui volti per conoscersi dentro
Denti che spaccano sorrisi
Uomini troppo piccoli per amare
Donne troppo bambine per smettere di seguire i sogni.
La crescita terrorizza l’esistenza
Siamo bravissimi nella teoria scarsi come mai nella pratica.
Un’altra tequila
Nessun lavoro
Nessuna prospettiva
Nessun impegno
Nessun vincolo
Nessun coraggio.
Un catino di paura
E un’altra tequila
Abbiamo cinquantatre anni in due.
Disse, solo cinquantatre anni in due.
Ha davvero senso evitare di prendere una decisione per avere tempo per se stessi?
Dove lo metteremo tutto questo tempo risparmiato?

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