Melissa Meier, tra fotografia e scultura

ArtobjectsPhotography

Skins

L’artista multidisciplinare Melissa Meier reinterpreta il genere del ritratto combinando fotografia, scultura e collage a tecnica mista. 

Le opere ibride della Meier, di notevole maestria tecnica e formale, intriganti e surreali nel contenuto, evocano visioni e narrazioni che si rifanno a miti e tradizioni antiche, a storie magiche di eroine e spiriti guida. 

Per la serie ‘Skins‘, tra gli esempi più calzanti, l’artista brasiliana ha  confezionato abiti-scultura e copricapi monumentali, ispirati al carnevale carioca e ai vestimenti dei nativi americani, costruendo un gruppo di sculture indipendenti e indossabili, con materiali naturali, quali pietre, muschio, gusci d’uovo, grano, riso, cristalli, mais, piume, pigne e conchiglie; mentre, per il progetto ‘Glass-Eyed‘, che riprende un vecchio lavoro realizzato in Giappone nei primi anni novanta, e che mostra chiari riferimenti alle maschere giapponesi Noh, la Meier ha utilizzato maschere in argilla modellate a mano che, sebbene non si mostrino realistiche nei lineamenti, sono in grado di cogliere ed esprimere in maniera autentica emozioni e sentimenti.

In ultimo, per le fotografie che compongono ‘Laced‘, ha sovrapposto sui visi delle sue modelle dei vecchi centrini, simbolo di femminilità e di eleganza ma, anche, pungente rappresentazione di tutta una serie di stereotipi e di atteggiamenti repressivi legati al mondo delle donne.

At first I was inspired by the legends of indigenous people and how they used the skins of animals to transform into them, creating a bridge between the human and animal worlds. But as my work matured, I became equally interested in the future of fashion as an extreme form of kinetic sculpture.

Melissa Meier
Laced

Foto Copyright: Melissa Meier – melissameierart.com@melissameierart

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Tag: Portraits, Sculptures, Melissa Meier.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

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