L’universo, fragilissimo, di cartone di Eva Jospin

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Uscita dalla École des Beaux-Arts di Parigi, l’artista Eva Jospin, giovane, irriverente e sfrontata, ha fatto del cartone la sua arte. Il cartone, alveolato, è la materia che l’artista modella attraverso l’utilizzo del suo scalpello.

È una scultrice, un’artista, un’orafa che modella il cartone a suo piacimento trasformandolo in un materiale duttile e plastico.

Il cartone è libertà, è come la matita ma ricondotta alla scultura. Desacralizzato, pratico, autorizza gli errori e mi ha permesso di creare opere su scala monumentale.

Eva Jospin

Nel cartone Jospin trova realizzazione, sia in termini materici che in termini emozionali. È stata in grado di trasformarlo in materia viva, riconducendolo alla sua natura organica, prima come carta e ancor prima come essenza naturale.

Ho cominciato 15 anni fa perché avevo bisogno di cambiare la scala delle mie sculture» racconta. «Il cartone era facile da reperire e disponibile come la carta con la matita, qualcosa con cui puoi sperimentare senza limiti.

Eva Jospin

Dalle scenografie delle sfilate di Haute Couture alla sua “foresta di carta”, l’artista si è cimentata a tutto tondo liberando la sua creatività su più fronti.

“Eva Jospin lavora il cartone con la minuzia di un orafo che lavora i metalli preziosi. Tagliando, incollando, incidendo, sovrapponendo strati di cartone grezzo si è inventata un universo intricato e fiabesco” a proposito della sua ultima esposizione a Milano per Max Mara che ha ricreato un Microclima ispirato ai giardini d’inverno ottocenteschi.

Le serre m’interessano perché sono piccoli mondi. […] Sono affascinata dalla foresta, dalle rocce, dalle grotte ma anche dai giardini e da tutte le costruzioni che si rintracciano al loro interno come le folies, i ninfei e le serre che trovo a loro volta delle micro-follie perché permettono la sussistenza di una natura che altrimenti non potrebbe esistere lì.

racconta l’artista, figlia dell’ex primo ministro francese Lionel Jospin. 

La natura diventa quindi materiale da “costruzione” per raccontare emozioni e percezioni nascoste.

Uno dei temi che Jospin intende affrontare è proprio il senso di fragilità della natura che vuole esporre in maniera esplicita, dichiarando al mondo che sì, è possibile essere fragili, anzi è naturale.

Penso che gli artisti abbiano il diritto di essere politici, apolitici o anche scandalosi se lo vogliono perché l’arte è uno dei pochi spazi di totale libertà e questa conquista è preziosissima.

Eva Jospin

Foto Copyright | info: Masiar Pasquali – masiarpasquali.com

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Tag: Eva Jospin, Sculptures.
Articolo di Francesca Longoni

Francesca Longoni

Giovane architetto d'interni. Attenta al mondo che mi circonda, in cerca di bellezza

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