Le sculture inquiete di Hannah Levy

ArtobjectsSculptures & Installations

La scultrice newyorkese Hannah Levy costruisce un linguaggio che si muove tra attrazione e disagio, dove il corpo non è mai rappresentato direttamente ma sempre evocato.

Le sue sculture nascono dall’incontro tra acciaio, silicone e vetro, materiali che imitano la pelle, la carne o le superfici industriali, creando forme ibride che sembrano oggetti familiari e allo stesso tempo estranei.

Il suo lavoro parte spesso da elementi quotidiani, strumenti medici, strutture domestiche, oggetti funzionali che vengono distorti fino a perdere la loro utilità. In questa trasformazione, Levy lavora sull’idea di tensione fisica e percettiva, come se ogni opera fosse un corpo sottoposto a una pressione invisibile che suggerisce una relazione quasi sensoriale con chi la guarda, tra repulsione e attrazione.

Hannah Levy in studio, New York 2026 – Foto: Spencer Pazer

Al centro della sua ricerca c’è il rapporto tra umano e artificiale, tra vita e costruzione, in forme che sembrano respirare una fragilità ambigua e abitare un territorio intermedio in cui il design si trasforma in organismo e il corpo in oggetto.

Mi interessa creare oggetti che sembrano familiari ma che ti obbligano a riconsiderare il modo in cui li percepisci e il modo in cui il corpo si relaziona a ciò che lo circonda.

Hannah Levy

ARTIST. Hannah Levy @hannahslevy

INFO/IMAGES © hannahslevy.com

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Tag: Sculptures, Hannah Levy.
Articolo di Andrea Ebbi

Andrea Ebbi

Artista, designer e fondatore di Objects. Il futuro è tutto da scrivere

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