Le case abbandonate di Gohar Dashti

ArtobjectsPhotography

Paesaggi fantasma, edifici annullati, spogliati, rovine di una quotidianità interrotta. La civiltà, il progresso, l’umanità, hanno ceduto al potere della natura, quella Madre implacabile che, con effetto catartico, riconquista i suoi spazi, assorbe, inghiottisce i ricordi, e purifica.

Gohar Dashti è una delle autrici più interessanti nel panorama della fotografia contemporanea mediorientale, testimone del controverso tessuto socioculturale della realtà iraniana, raccontata con rara sensibilità e una cifra stilistica raffinata e di intenso lirismo.

Nella sua ultima serie, Home, ruderi desolati, case abbandonate, effetto inesorabile e spettro dei conflitti sanguinosi che hanno coinvolto l’Iran, in un passato non troppo lontano, rivivono nel ritorno al predominio dell’elemento naturale sull’architettura, sull’artificiale.

Fiori, arbusti, muschi, si inerpicano sulle pareti e irrompono tra pietre e lastricati, con un’energia irrefrenabile, che invade l’assenza e genera nuova vita.

Sono immagini amare e delicate, di grande forza evocativa, sono memorie sospese di un popolo segnato dal dolore per il distacco dalla propria terra, e allegoria di una rinascita. Il senso di abbandono, l’angoscia silenziosa e la distruzione si dissolvono nella poesia e nel risveglio, sembrano evaporare nella luce dolce che filtra dalle finestre, nelle tonalità pastello, nelle composizioni pulite e armoniose, nel linguaggio emotivo pacato e femminile.

Fragile, Handle With Care è il titolo della personale dell’artista iraniana, in mostra dall’8 febbraio al 24 marzo alla galleria Officine dell’Immagine di Milano, che raccoglie i suoi ultimi lavori, Home, cardine dell’esposizione, Still Life e le polaroid Aliens.

Foto Copyright: gohardashti – officinedellimmagine

Unisciti ad una grande community
segui OBJECTS.
Tag: Abandoned places, Gohar Dashti.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

Scopri altri post
Il corpo come oggetto nella fotografia di Joanne Leah

Il corpo come oggetto nella fotografia di Joanne Leah

La fotografia come oggetto fisico, Little Romances di Jordanna Kalman

La fotografia come oggetto fisico, Little Romances di Jordanna Kalman

Mariell Amélie, autoritratti concettuali tra natura e surrealtà

Mariell Amélie, autoritratti concettuali tra natura e surrealtà

Soft Interface, i puzzle fotografici di Maria Antelman

Soft Interface, i puzzle fotografici di Maria Antelman

La solitaria bellezza delle Isole Faroe nelle fotografie di Lazar Gintchin

La solitaria bellezza delle Isole Faroe nelle fotografie di Lazar Gintchin

Catturare emozioni. La fotografia di Marta Syrko

Catturare emozioni. La fotografia di Marta Syrko

Leggi e guarda tutto il resto nelle categorie Designobjects, Artobjects, Fashionobjects, Archiobjects, Ecoobjects e Lifeobjects.

Iscriviti alla newsletter

Ho letto la Privacy policy e acconsento al trattamento dei dati