L’acqua come nuovo spazio pubblico

Ci avevano già pensato i metabolisti negli anni settanta – con uno dei loro tanti progetti visionari e utopici per la baia di Tokyo – a tentare di utilizzare l’acqua come nuovo spazio pubblico e privato.

baia di tokyo metabolisti

Ma come gran parte dei loro progetti, anche questo non vide mai la luce, troppo complicato da realizzare, troppo impattante sul territorio, e troppo utopico..

Spinti da diverse motivazioni, ma basandosi sullo stesso concetto (appropriarsi di una superficie liquida e instabile, come le acque di un porto) gli architetti Marshall Blecher e Magnus Maarbjerg dello studio Fokstrot hanno deciso di intervenire con un micro intervento di riqualificazione potenzialmente capace di riattivare e ridare vita all’ex porto industriale della città di Copenhagen. Area della città che se lasciata a se stessa correrebbe il rischio di essere dimenticata e abbandonata.

L’idea degli architetti è stata quella di attirare visitatori e curiosi fornendo stra-ordinari spazi pubblici di socialità urbana fuori dal comune. Direttamente nell’acqua, sull’acqua.

Il risultato è una piattaforma ben progettata, piacevole visivamente, che, oltre ad assolvere molteplici funzioni – le più svariate – assolve anche al compito di arredamento “urbano”, o meglio “portuale”. Se il progetto dovesse prendere il volo, queste piattaforme si moltiplicheranno, si collegheranno tra loro e diventeranno un vero e proprio spazio pubblico a tutti gli effetti, accessibile e fruibile per tutta la città.

Foto Copyright: Studio Fokstrot

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