La vittoria: necessità, obbiettivo o sospiro di sollievo?

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Sono appena finiti i Mondiali di Formula 1 e di Motociclismo. E’ da poco incominciata la regular season di NBA. Abbiamo valicato il primo terzo di campionato nei vari campionati europei di calcio.

Vi chiederete come mai inizio con questa grande panoramica sui più grandi sport professionistici nel mondo? Beh è molto semplice, nella mia testa si è posto un dubbio amletico.

La vittoria è una necessità, è un obiettivo o semplicemente consente un sospiro di sollievo?

(Mi permetto di elencarvi degli esempi pratici per farvi capire il mio dubbio)

Nel calcio il Real Madrid con i due mandati del “Presidentissimo” Florentino Perez con le ere dei “Galacticos” (la prima con gli acquisti di Zidane, Beckham, Ronaldo “il Fenomeno” e Figo poi la seconda con CR7, Kakà, Benzema, Bale e James Rodriguez), il Bayern Monaco di Pep Guardiola, la Juventus di questa stagione con l’arrivo di Higuain, Pjanic e Daniel Alves.Oppure nel basket, qui in Italia con l’ EA7 Milano con grandi acquisti nel roster tutte le estati, negli Stati uniti in NBA con i Golden State Warriors che hanno firmato in free agency Kevin Durant, del 2004 con i Lakers di O’Neal, Bryant, Malone e Payton che hanno perso il titolo in finale contro i Detroit Pistons.Nel Motomondiale con il grande matrimonio tra Rossi e la Ducati nel 2010 e con quello attuale tra Jorge Lorenzo e Ducati e per finire in Formula 1 con il l’unione durata davvero (troppo) poco tran Ayrton Senna e la Williams, i due periodi di Alonso in McLaren e dello stesso spagnolo con la Ferrari.Le domande che mi pongo su questo lungo elenco di esempi sono queste:

I titoli vinti dai Blancos di Spagna hanno soddisfatto la dirigenza madrilena e i suoi tifosi? Quello che mi viene da dire è proprio di no, Carlo Ancelotti il secondo anno, dopo aver vinto la Decima, è stato allontanato. Forse a Madrid è presenta la cultura del risultato, quindi oserei dire quella del sollievo e lo sport (inteso come progetto e processo evolutivo) viene messo in secondo piano.

La grande Germania permette di lavorare? In Baviera il filosofo catalano ha avuto tre anni per costruire un Bayern a sua immagine e somiglianza per ripetere il triplete fatto dal suo predecessore Heynckes. Non vi è riuscito ma con una società solida alla spalle ha sempre avuto il supporto e la fiducia per continuare a sviluppare le sue idee. In Germania possiamo dire che c’è cultura sportiva e la vittoria è un obiettivo. Poi però Pep è volato a Manchester sponda City.

Dall’ altra parte dell’oceano Atlantico il tanto decantato sport americano cosa propone? In NBA chiunque mette insieme un roster di questo tipo viene catalogato dai media americani come “villans” cioè come cattivo che deve essere battuto e smontato pezzo dopo pezzo. Immaginatevi che cosa è successo a Los Angeles nel 2004 dopo che l’Anello è volato a “Motown”! Cultura del sospiro di sollievo?! Direi proprio di si…Ed in fine nel Motorsport? Nel motomondiale direi che le aspettative di Rossi in Rosso erano “piuttosto altine”! Il frastuono del fallimento è stato davvero fragoroso. Si può comunque affermare che l’inizio del binomio Lorenzo-Ducati è partito molto meglio o almeno con presagi migliori. Per quanto riguarda la F1 gli investimenti sono molto alti quindi la vittoria è pure necessità!

Alla conclusione finale non riesco proprio arrivare. Perdonate le mie elucubrazioni mentali ma come dicono “quelli bravi”: ai posteri l’ardua sentenza!

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Articolo di Andrea Zago

Andrea Zago

Finto economo, Coach di basket part time, filosofo di sport.

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