“La stanza di ieri” al Must di Lecce, intervista a Marco Cazzato

La stanza di ieri è il titolo della grande mostra personale di Marco Cazzato al Must, il Museo Storico della Città di Lecce, in occasione del festival HOLM Editoria e Disegno, da un progetto di Officine Culturali Ergot in collaborazione con il Collettivo Artistico Lamantice, aperta dal 2 giugno al 31 agosto 2019.

Si tratta di una selezione di oltre cento opere realizzate negli ultimi anni, dalle illustrazioni pubblicate su riviste e quotidiani, ai manifesti, alle copertine di libri e di album musicali, dagli acrilici su tela e su carta, alle tavole originali di “Album”, libro realizzato nel 2016 per la GRRRz Comic Art Books, e ancora il remake illustrato del capolavoro di Federico Fellini “8½”, del 2017, per il progetto “This is not a love song”.

Cazzato fissa sulla carta i ricordi, la fugacità dell’esistenza, l’inafferrabile respiro della vita, c’è in ogni pittura un senso d’indefinito, il disfacimento della materia che lascia il posto al sogno, i contorni appaiono sbiaditi, liquefatti, la forma umana è spesso solo lievemente abbozzata.

Marco Cazzato
Album Vulcano
Marco Cazzato
Claudia 8 1/2
Marco Cazzato
Cura - La lettura
Marco Cazzato

Le illustrazioni di Marco portano a una dimensione altra, un “altrove” di vecchie foto di famiglia, e una quotidianità intrisa d’incredibile verismo poi, all’improvviso, di suggestioni fantastiche. Quelle che lui racconta sono istantanee di una memoria collettiva, di un sentimento nostalgico, di quella dolcissima malinconia che è insita nella natura umana.

Di seguito la nostra intervista all’artista.

1. “La stanza di ieri” è la tua personale al MUST di Lecce, un corpus di oltre cento opere che ben ritraggono il tuo fare artistico degli ultimi anni, la ricerca e l’evoluzione stilistica nei tuoi lavori, e che hanno come fil rouge uno sguardo al passato, una ricerca nella memoria. Puoi raccontarci che cos’è per te “La stanza di ieri”?

La mostra è uno spaccato della produzione degli ultimi anni che indubbiamente ha la particolarità di un’estetica volta al passato, per usare le parole di Serena Fumero che ha scritto il testo introduttivo: “ (…)’La stanza’ in questo caso è uno spazio in cui vengono raccontate storie, stipate nelle immagini, un universo in cui vivono i suoi personaggi che a volte si palesano, a volte fanno soltanto intuire la loro presenza. Non una stanza normale ma una wunderkammer, un luogo dove raccogliere, collezionare, tutti i naturalia e mirabilia del mondo, o, in questo caso specifico delle oscillazioni, grandi e piccole d’irrealtà nelle scene rappresentate.” Ecco, mi piacciono moltissimo le wunderkammer, stracolme di ogni sorta di oggetti, dove perdersi e lasciarsi trasportare dallo stupore. Così come i vecchi musei di Scienze Naturali, se è vero che anche lontanamente il mio lavoro potrebbe ricordare questo, ne sarei felice.

2. Nelle tavole originali di “Album”, libro che hai realizzato per GRRRz Comic Art Books, disegni scene che hanno una forte misura surreale e allegorica, e al tempo stesso raffigurano, con oggettività genuina, spaccati di quotidianità, frame di una vita che può essere quella di ognuno di noi. Quanto c’è del tuo ieri, del tuo album dei ricordi, e anche delle tue origini salentine, nelle storie che racconti?

“Album” è un libro sulla memoria, ma non necessariamente la mia, il riferimento esplicito alle vecchie foto di famiglia è frutto di una lunga raccolta, soprattutto nei mercatini delle pulci. Quindi foto di estranei, in cui però chiunque può riconoscersi, perché per ognuno di noi quello è un immaginario familiare. La cosa che più mi attrae è la potenza narrativa di quel tipo d’immagini, piccole storie personali, frammenti di racconti, di cui possiamo solo immaginare un prima e un dopo, tasselli che compongono la Storia con la s maiuscola, oltre a un’estetica che mi risuona e cui ambisco. Ma non solo, non è la semplice riproduzione attraverso la mia tecnica pittorica di una foto, ma più la rappresentazione del ricordo stesso della fotografia.

3. Il tuo è un vocabolario visivo fatto di contorni sfocati, indefiniti, di atmosfere vaporose e senza tempo, di una tavolozza, che nelle ultime tavole in modo particolare, è ridotta a pochi colori, nero grigio seppia, e che richiama alla mente vecchie pellicole e certi capolavori della pittura espressionista. Qual è la tua fonte d’ispirazione? Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo lavoro?

Come dicevo prima, indubbiamente, le vecchie fotografie ultimamente sono entrate in maniera prepotente nel mio immaginario, ma anche le vecchie pellicole, su tutte il remake illustrato che ho realizzato per il progetto Tinals, del capolavoro di Federico Fellini 8½, così come alcune atmosfere di David Lynch o la pittura di Vilhelm Hammershøi, le coreografie di Pina Bausch, o i racconti di Buzzati.

4. La tua è una lunga e fortunata carriera artistica, vanti collaborazioni importanti nel campo dell’editoria quanto in quello della musica. Quali progetti ti attendono per il futuro?

Nell’immediato, oltre alla mostra di Lecce sto per inaugurare una mostra a Matera, per “Matera Capitale della Cultura 2019”, s’intitola “ Ritratti di umanità”, realizzata da Arte Pollino insieme al Circolo dei Lettori di Torino. Si tratta della restituzione attraverso le immagini, delle “camminate d’autore” del progetto Ka Art. A ottobre sono stato invitato, insieme alla scrittrice albanese Elvira Dones a percorrere e conoscere il territorio del Parco del Pollino. Non solo attraverso la sua splendida natura, ma anche grazie ai suoi abitanti e alle loro storie. Da questo viaggio sono scaturiti tre racconti scritti da Elvira, e venticinque illustrazioni che comporranno la mostra che inaugura il primo luglio e sarà visitabile fino al 29 a Matera, poi si sposterà dal 2 agosto al Museo di Latronico. Per quanto riguarda la musica continuerà la mia collaborazione con Gianni Maroccolo per il suo progetto “Alone”, edito da Contempo Records, di cui è appena uscito il vol. II, durante l’estate lavorerò all’artwork per il terzo volume della collana che uscirà a dicembre.

5. Se non avessi fatto l’artista, avrei fatto..

Mai detto di essere un artista.

Marco Cazzato
da sinistra il sindaco di Lecce, il direttore di Holm Simone Rollo e Marco Cazzato

Foto Copyright | info: Marco Cazzato – marcocazzato.it – foto evento, G. Apollonio

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