La poetica dell’indefinito. Le fotografie di Alexei Vassiliev

Il fotografo russo Alexei Vassiliev, nato a Mosca nel 1959, e residente a Parigi dal 1993, è autore di una serie di ritratti in cui la presenza umana è solo lievemente accennata, ridotta a una visione fugace. Le sue fotografie possiedono un forte contenuto emotivo, e tutta l’inquietudine e il fascino che si provano davanti alle cose vaghe, indefinite.

Nella ritrattistica di Alexei, personaggi fantasmatici, dall’identità velata, si dissolvono nell’incertezza di contorni labili, nebulosi, tutto è sfocato nella luce morbida e diffusa, della forma rimane solo un’apparizione vagamente distinguibile, un simulacro di corporeità, una suggestione surrealistica prossima a quella della pittura espressionista di Bacon, con richiami alla scapigliatura lombarda e al decadentismo munchiano.

Con tempi di esposizione molto lunghi, le figure sembrano diluirsi con l’ambiente in un effetto di delicata dissolvenza, le silhouette sbiadiscono nelle brillanti sfumature di un’atmosfera vaporosa, fuori dal tempo, al limite dell’astrazione, i colori sono ora pieni e squillanti, ora cupi.

Un senso di provvisorietà e di muta assenza emana dalle immagini di Vassiliev, che sono specchio della solitudine dell’uomo contemporaneo, una solitudine angosciante, una solitudine di massa, prodotto della società moderna, dominata dall’alienazione e da una chiusura relazionale cui ci ha relegato la totale dipendenza dalla tecnologia.

Foto Copyright: Alexei Vassiliev – vassiliev.fr – immagine copertina, singulart.com

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