La nature morte dai netti contrasti pop di Tekla Evelina Severin

Tekla Evelina Severin

Architetto e designer d’interni a Stoccolma, Tekla Evelina Severin lavora in un ambito multidisciplinare che va dalla direzione artistica, al set design e alla fotografia, combinando la professione di architetto d’interni a progetti personali tra arte, installazione e fotografia.

L’artista ritiene che una buona composizione vada al di là di ciò che ci appare sotto gli occhi; spesso infatti la bellezza va ricercata con occhio attento e indagatore: il bello può essere ritrovato anche in contesti apparentemente brutti, ciò che conta è il dettaglio che carpisce l’attenzione dell’osservatore e che emerge dal suo contesto.

L’uso di differenti tecniche si spiega con il suo amore per le varie discipline, in modo che una arricchisca l’altra.

Per Tekla le sue fotografie non sarebbero le stesse, se non si fosse abituata a lavorare con gli angoli, le prospettive e i programmi di 3D; sente tuttavia che è stato proprio il mezzo della fotografia a permetterle di avvicinarsi all’architettura, più che la professione di designer d’interni.

Tekla Evelina Severin

Inizialmente Tekla ha lavorato solo come architetto d’interni. Aprire un profilo Instagram è stato dunque per lei un modo per sfogare l’insoddisfazione per un uso quasi spasmodico di toni che variavano dal grigio scuro al grigio chiaro, tipico di quel settore. Ed è così che colori netti e vivaci hanno iniziato a riempire le sue porzioni geometriche di spazio, per soddisfare il personale desiderio di distinguere e chiarire visivamente cose e oggetti.

La poetica dei colori tuttavia non segue vere e proprie regole, ma si adatta a sperimentazioni sempre nuove che possono generare un effetto visivamente piacevole: c’è stato un periodo in cui era decisamente ossessionata dall’accostamento del nocciola con il lavanda, mentre è da sempre il suo preferito il rosa con il rosso. L’influenza maggiore è però esercitata dagli inverni svedesi, che di colori non ne hanno per niente! Questo amore nasce quindi un po’ come reazione alla totale mancanza di toni accesi e decisi dell’ambiente a lei circostante.

Penso che la mia ossessione per i colori abbia una matrice psicologica: le mie manie di controllo si riflettono anche sulla volontà di comprendere e chiarificare i contorni di ciò che mi sta intorno. Come di possedere meglio la realtà. Tuttavia, potrebbe anche essere a causa della mia vista difettosa. È come se per me fosse importantissimo riuscire a carpire le cose che mi circondano, tramite il prezioso senso della vista.

-Tekla Evelina Severin

Foto Copyright: teklaevelinaseverin

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