La fotografia “on the road” di Mike Brodie

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Hobo non è solo un lavoratore nomade, è anche uno che si gode la vita, un superstite del romanticismo. Nutrito di un immaginario potente, impersona la figura del pioniere, dell’esploratore.

Franck Michel

La controcultura Hobo nasce alla fine del 1800 e si diffonde, negli Stati Uniti d’America, durante la Grande Depressione del ’29, quando migliaia di disoccupati viaggiano in lungo e in largo per il paese alla ricerca di lavoro, conducendo uno stile di vita semplice e senza fissa dimora.

Vagabondo per vocazione, spirito inquieto, girovago anarchico, l’hobo è un giovane che vive all’avventura, spinto da un’etica di libertà e da una profonda intolleranza verso i dettami della cultura mainstream: salta da un treno merci all’altro, il vento tra i capelli, la strada è la sua casa. È il protagonista di quelle rocambolesche odissee narrate da Mark Twain, Jack London, Charlie Chaplin o Jack Kerouac.

“The Polaroid kidd”, pseudonimo di Mike Brodie, è un hobo dei giorni nostri. La sua storia inizia nel 2003 quando, all’età di diciotto anni, lascia Pensacola, in Florida, e con una Polaroid SX-70 nello zaino, inizia un tour senza meta, che lo porterà, in quattro anni, a percorrere oltre cinquantamila chilometri e quarantasei stati.

Gli scatti di Brodie costituiscono un quaderno privato e, al tempo stesso, un prezioso reportage sociale, documentano, con cruda spontaneità, senza manipolazioni e artifici, incontri e situazioni di quest’esperienza nomade coast to coast, catapultano l’osservatore in quell’insaziabile girandolare senza regole del fotografo, tra senzatetto, outsider post – punk e squatter.

Realizzate con un approccio amatoriale, dal carattere istantaneo, le sue immagini possiedono una forte intensità emotiva, sono sporche, poetiche, sgranate, suadenti, intime, raccontano, con estremo verismo, di viaggi clandestini e corse a perdifiato, di letti di fortuna e amori consumati ai bordi della strada, di una gioventù ribelle che vuol prendere a morsi la vita.

Nel 2008, Brodie ha ricevuto il Baum Award for American Emerging Artists, e le sue fotografie, esposte in numerose mostre internazionali, sono state raccolte in un volume di grande successo, dal titolo “A Period of Juvenile Prosperity”, pubblicato nel 2013 da Twin Palms Publishers. Nonostante il successo e i riconoscimenti, Brodie ha lasciato la fotografia per lavorare come meccanico a Oakland.

Foto Copyright: Mike Brodie – mbphoto.com

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Tag: Wild, Mike Brodie.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

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