La Bocca di GUFRAM. Breve storia di un’icona

Bocca di GUFRAM

Tutti almeno una volta hanno visto o sentito parlare di “Bocca”, il particolarissimo sofà realizzato dagli architetti dello Studio65.

Prodotta dalla ditta GUFRAM dei fratelli Gugliermetto (il nome GUFRAM deriva da Gugliermetto-fratelli-mobile), “Bocca” ha questo nome per via di ciò che rappresenta: ovvero una bocca femminile sinuosa tinta di rosso. Il progetto nacque per soddisfare la richiesta della proprietaria del centro estetico American Contourella di Milano: era il 1968 quando Franco Audrito (uno dei due fondatori dello Studio65) venne incaricato da Marilyn Garosci (proprietaria dell’American Contourella) della realizzazione di un nuovo centro benessere.

Al progetto si unirono anche Ferruccio Tartaglia e Adriano Garizio. I giovani designer, che vivevano il design come una forma di liberazione, ne progettarono tutti gli ambienti, ma all’ingresso della hall mancava un oggetto che fosse simbolo e sintesi di tutto il gioco.

L’ispirazione arrivò quando Audrito si ricordò un quadro surrealista di Salvador Dalì: l’opera in questione è il “Volto di Mae West”, celebre dipinto del 1935. Come spesso accade nei lavori surrealisti del pittore spagnolo, è facile cadere vittime di illusioni ottiche: a uno sguardo più attento, infatti, ci si rende conto che le labbra carnose della diva sono in realtà un divano rosso. Così, prendendo ispirazione dal dipinto surrealista, disegnarono il celebre divano.

A poco più di 30 anni dal quadro di Dalì, dunque, nacque “Bocca” che venne subito notato da una redattrice della rivista Vogue Casa, la quale ne garantì il debutto sulle pagine della nota rivista: fu, ovviamente, un successo.

Il divano divenne immediatamente un oggetto cult, simbolo di bellezza made in Italy, vero e proprio gioiello della Pop Art. Ma soprattutto, diventò il più importante simbolo del Radical Design Italiano.

La seduta “Bocca” come le altre sedute dei fratelli Gugliermetto, simboleggia da un lato la cultura feticista che ci lega agli oggetti, mentre dall’altro la capacità di un artefatto di cristallizzare un rituale quotidiano, come l’atto di sedersi.

Inizialmente “Bocca” era largo 180cm, una dimensione particolare che si rivelò inadatta all’ingresso di destinazione. Mentre veniva rifatto, venne notato da un importatore americano di oggetti di design che ne ordinò dieci copie. Pochi mesi dopo, “Bocca” comparve per la prima volta su un numero della rivista statunitense “Life” sancendone definitivamente il lancio.

Oggetto rivoluzionario a cavallo tra scultura e design, da allora è stato pubblicato sulle copertine delle riviste di settore e non solo. Gli architetti dello Studio65 realizzarono un’opera destinata a trasformarsi in un cult.

La seduta e lo schienale di “Bocca” sono in poliuretano espanso schiumato a freddo a portanza differenziata, mentre il rivestimento è in soffice tessuto elasticizzato dall’inconfondibile colore rosso acceso, prerogativa di GUFRAM. Il soggetto fuoriscala, l’aspetto provocatorio, la forte componente scenografica e l’aspetto trasgressivo richiamano i temi cari alla PopArt, di cui Bocca diviene presto l’oggetto simbolo.

Dal 2008 Bocca viene declinata in due nuove versioni: Dark Lady (tessuto nero e piercing di metallo cromato) e Pink Lady (tessuto rosa).

Per celebrare i primi 50 anni di attività dell’azienda, nel 2016 GUFRAM presenta una speciale serie limitata, Boccadoro, di soli cinquanta pezzi. Oggi uno degli esemplari originali di Bocca è custodito nel Museo del Design Italiano della Triennale di Milano.

Foto Copyright: GUFRAM – gufram.it

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