ONG Mammadu, il futuro dell’ Africa è nelle mani dei bambini

Oggi avremo il piacere di fare una chiacchierata con Agnes Albrecht che, nel 2008, dopo un viaggio in Africa ha fondato un centro di accoglienza dove ogni giorno vengono offerti aiuto e servizi ai bambini e alle famiglie che vivono nella baraccopoli di Otjomuise, alla periferia della capitale Windhoek, in Namibia.
ONG Mammadu
Onlus Namibia

L’intervista ad Agnes Albrecht, fondatrice di Mammadu

Come hai deciso di fondare una organizzazione Non Profit in Namibia?

Sinceramente non lo so, l’idea è nata dopo che mi sono trasferita qui, nel 2007.

Vengo da tutt’altro back ground e non avevo mai fatto qualcosa in questo campo, ma vedendo così tanti bambini bisognosi, ho deciso che dovevo fare qualcosa.

Il concetto di Mammadu è molto diverso da un orfanotrofio. Cerchiamo di assistere i bambini, e dunque le famiglie, in tutto sostenendoli con cibo, vestiti, tasse scolastiche, trasporto, visite mediche etc, insomma, offriamo un servizio completo di assistenza, ma il bimbo la sera torna a casa sua. Che può essere una casa povera, a volte poverissima, ma resta sempre casa e in questo modo non perde i suoi affetti né le sue tradizioni. Gli orfanotrofi, anche i più belli, sono tristissimi e i bimbi spesso, anche se non hanno i genitori, hanno ancora una famiglia che però non è in grado di mantenerli. I dopo scuola sono troppo limitati e non prevedono assistenza nell’ambito della salute. Volevo creare qualcosa che fosse una via di mezzo e riempisse questa necessità: così è nata Mammadu Trust.

I Namibiani come percepiscono la presenza di un’organizzazione come Mammadu nel loro Paese?

Chi vive vicino al centro nella township ci apprezza: siamo diventati un punto di riferimento per i bambini, ma anche per gli adulti. Vengono spesso a chiederci consigli.

Siamo anche uno dei punti d’appoggio per il Ministero della Salute quando iniziano le campagne di vaccinazione: durante l’ultima, circa 900 persone al giorno sono state vaccinate presso il nostro centro. Tutti i bambini del vicinato vorrebbe partecipare ai nostri programmi.

Le istituzioni, per ora, non manifestano molto interesse nei confronti del nostro centro e, da un certo punto di vista, è quasi meglio così.

In quale modo pensi che un ragazzo Italiano potrebbe contribuire al tuo progetto?

In qualsiasi modo, possono venire a trovarci e fare volontario, né l’età o la conoscenza dell’ inglese sono importanti: tutti sanno donare amore. Possono anche partecipare agli eventi in Italia oppure organizzare raccolte fondi con l’appoggio nel nostro team in Italia. Raccogliere oggetti da spedire non vale la pena, perchè la spedizione costa semplicemente troppo.

Qual’ è la più grande speranza dei bambini che quotidianamente frequentano il tuo centro?

I miei bimbi sono ancora piccoli, vanno alle elementari e alle medie, non hanno ancora grandi aspirazioni. Sinceramente penso che la loro più grande speranza sia avere una bella pagella, a fine anno, per poter venire alla gita premio che organizziamo per quello che ottengono dei bei voti. Poi c’è chi vorrebbe diventare medico, insegnante o avvocato ma la strada è ancora lunga. Petrus e’ sicurissimo che non diventerà mai pompiere, dici che non e’ abbastanza coraggioso!!

Per donare e sostenere l’impegno di questa Onlus visita la pagina donazioni di mammadu.org 

Onlus Mammadu
Onlus Africa Namibia

Foto Copyright: mammadu.org

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