Distorsioni fotografiche. Gli autoritratti di Laurence Demaison

Le fotografie di Laurence Demaison sfuggono al dominio della ragione e della comprensione, agiscono a un livello di significato più profondo: portano una traccia emozionale diretta e personale, sono una sorta di trasposizione immaginifica dell’inconscio, dense e allusive, pregne di una bellezza inconsueta e oscura.

In analogia alle metamorfosi surrealiste, e alle sperimentazioni avanguardistiche di André Kertész e di Man Ray, quella della Demaison è una concezione antinaturalistica della fotografia. L’artista sfrutta il potere creativo e le illimitate possibilità del mezzo fotografico, forza i limiti della percezione e, con grande virtuosismo tecnico, crea nuove forme del visibile.

Carattere distintivo della ricerca estetica della fotografa francese, e della sua poetica, che si potrebbe definire della “presenza – assenza” o della “realtà – apparenza”, sono le distorsioni, la rappresentazione alterata, quasi fantasmatica, di sé stessa.

Si tratta di visioni anamorfiche d’intensa originalità, che paiono imitare le forme scomposte di un quadro cubista, al tempo stesso, liriche e inquietanti, conturbanti e mostruose, autoritratti di un impattante bianco e nero, in cui la figura umana, poco a poco, si dilegua in mille riverberi e reiterazioni visive.

L’acqua è sovente l’agente deformante, decompone la luce e storce il corpo, che abbandona la sua forma consueta e armoniosa, per divenire figura dell’aberrazione, della distorsione: le membra si espandono, si sdoppiano, si contorcono e si liquefano nello spazio, per poi svanire; i contorni si diluiscono, fino a perdersi in screziature brillanti che emergono dal buio; solo pochi dettagli anatomici, frammentati, restano a stento riconoscibili, per consentire alla forza immaginativa dell’osservatore di rintracciarvi le sembianze originarie del soggetto.

Fedele alla tecnica analogica, la Demaison realizza le sue fotografie con una Contax 645, rigorosamente senza trucchi digitali, o altre particolari manipolazioni dopo la fase di ripresa, se non l’inversione chimica del film, per alcune immagini, che sono in seguito stampate con un procedimento ai sali d’argento.

Laurence Demaison è nata nel 1965. Dopo aver studiato architettura, nei primi anni Novanta, si avvicina alla fotografia da autodidatta. Oggi vive e lavora a Strasburgo con il fotografo Patrick Bailly-Maître-Grand.

Foto Copyright: Laurence Demaison – laurencedemaison.com

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