Il disegnatore italiano Moloch, Caravaggio 2.0

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Moloch

L’arte non è una prerogativa riservata esclusivamente a specifiche discipline e non può nemmeno essere etichettata a determinate fasce di età. Arturo Lauria – in arte Moloch o come dice lui: mi piace definirmi in parte Moloch – incanala alla perfezione entrambi gli aspetti, dimostrando come un giovane e talentuoso disegnatore possa portare il fumetto alle vette più alte della creatività ed espressione estetica, mostrandone le capacità di linguaggio iconico e contemporaneo.

Classe 1988 nato a Latronico in Basilicata, raggiunta la maggiore età si trasferisce a Perugia per frequentare il corso di fumetto ed illustrazione presso il NID (nuovo istituto design), uscendone a pieni voti, inizia da lì una carriera che gli regalerà sempre maggiori successi e soddisfazioni.

Uno stile unico e maturo che porta con se tutta l’esperienza dei grandi maestri come Mignola, Miller, Zaffino, O’Neill, Risso e Danijel Žeželj. Quest’ultimo particolarmente apprezzato da Arturo, in grado come lui, di utilizzare magistralmente soluzioni grafiche attraverso un’eccellente alternanza bianco-nero, dal Guru croato impara ad inserire nel proprio e personale codice artistico, ombre pesanti e fotografiche ma riportate su un disegno sintetico, il risultato? Una potenza di narrazione unica, in cui spesso figure sinuose e allungate si prestano alla mano di Lauria per essere calate in viscerali realtà metropolitane estremamente futuristiche e dal marchiato sapore cyberpunk. Non a caso i suoi generi preferiti sono – come quelli dello scrivente – la fantascienza distopica, il fanta-horror, il noir e appunto il cyberpunk.

Più che una promessa del mondo del fumetto è divenuto una vera e propria colonna portante, raggiunge la notorietà grazie ad un episodio della sit-com americana “The Big Bang Theory”, puntata nella quale uno dei protagonisti tiene in mano un numero del suo Colonus (scritto da Ken Pisani), opera estremamente potente dai colori cupi e bruciati, che è riuscita ad aggiudicarsi il Geekie Awards come “Best Comic Book/Graphic Novel”.

Attualmente Moloch, oltre a collaborare con la Bonelli su diversi progetti e far parte del team artistico guidato da Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog – in lavorazione un numero dell’indagatore dell’incubo più famoso del mondo totalmente disegnato da Arturo e scritto da Mauro Uzzeo – ha in ballo altri lavori personali in via di sviluppo top secret con una nota casa editrice italiana e nel frattempo sta ultimando un art-book con un editore spagnolo.

Sua la copertina di Dylan Dog Color Fest dello scorso febbraio

Prima di passare ad apprezzare alcune delle opere dell’artista lucano, meritano un elogio le capacità di utilizzo dei vari social, in particolare Facebook, dove Arturo senza peli sulla lingua esprime il proprio pensiero in maniera tagliente e provocatoria, ma sempre con un tocco di autoironia, facendo della sregolatezza il suo cavallo di battaglia.

Foto Copyright: Moloch

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Articolo di Damiano Greco

Damiano Greco

Ammaliato dall'innovazione tecnologica, ispirato dall'ingegno dell'uomo. Su Objects per raccontare e soddisfare il suo lato più geek.

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