David Bowie is, la vita di un mito da ripercorre a Bologna

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A pochi mesi dalla scomparsa di David Bowie, avvenuta lo scorso 10 gennaio 2016, è stata allestita al Mambo di Bologna, una mostra dedicata al mito del rock, in corso da 14 luglio al 13 novembre 2016, partita da Londra nel 2013, dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen.

Un percorso unico e innovativo, caratterizzato innanzitutto dalla presenza delle “Guide Port”, audioguide che selezionano in automatico ciò che può ascoltare il visitatore, in funzione della posizione di quest’ultimo all’interno del percorso espositivo.

David Bowie is, ideata e organizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra, celebra una carriera unica, approfondendo ed esaltando la geniale personalità di Bowie, ecclettica ed affascinata dal cinema, dal teatro, dal mimo e dal perfetto intercalarsi e rapportarsi con la realtà e gli avvenimenti del momento.

Una mente geniale, che si è posta come “ponte” tra la prima arte contemporanea caratterizzata dalla trasgressione di Duchamp, il rock dei Beatles e di Elvis Presley, il teatro giapponese e la cultura orientale con particolare attenzione al Buddhismo.

Convinto dell’importanza di creare una propria immagine innovativa, dopo gli esordi con diverse band tra cui Bowmen, The Delta Lemons e King Bees, debutta nel 1967 con il suo primo album, dopo aver cambiato il suo nome da David Jones a David Bowie, nome che richiamava la “lama affilata del coltello”.

david bowie is

Nel 1968 presenta la prima performance da mimo, riscuotendo un notevole successo, ponendosi in chiara contrapposizione all’occupazione cinese in atto in quegli anni in Tibet.

Nel 1969 esce il singolo “Space Oddity”, frutto dell’influenza subita dal film “Odissea nello spazio” di Kubrick e dalla missione “Apollo 11”, che rese possibile l’atterraggio dell’uomo sulla luna.

Da questo momento la carriera di Bowie diviene inarrestabile, creando  nuovi e straordinari personaggi.

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Fondamentale l’influsso di “Arancia Meccanica” di Kubrick da cui prende spunto per irrompere negli schermi della TV con un look totalmente diverso e originale, caratterizzato da labbra argentate e da un trucco che evidenzia il carattere androgino della sua personalità.

Circondato da fotografi, sceneggiatori, stilisti, trae il meglio dalla sua contemporaneità, che osserva con sguardo rivolto al futuro e in modo totalmente provocatorio.

La sessualità, gli spazi interiori, la tecnologia creano nella mente di Bowie associazioni mentali di immagini e di idee senza sequenzialità.

La sua personalità, estremamente eccentrica e desiderosa di produrre nello spettatore novità e stupore, lo porta a creare costumi, performance e personaggi tra realtà e immaginazione, come in “The man who sold the world” del 1969, in cui tra l’altro manifesta la sua propensione omosessuale.

L’inizio degli anni ’70 è caratterizzato dal desiderio di Bowie di un’immagine oltraggiosa che si concretizza con l’uscita del disco e del conseguente spettacolo “Diamonds Dogs”. La copertina dell’LP, realizzata dal dipinto di Guy Peellaert, raggiunge elementi trasgressivi rappresentando Bowie nelle sembianze di un “uomo-cane”. Tale personaggio accompagnerà Bowie in molte performance della sua carriera, che sarà anche costellata da innumerevoli contributi come regista e attore oltre che cantante, stilista e musicista.

Un eccezionale artista che, dal 1967 al 2013 ha pubblicato 83 album e venduto 140.000.000 di dischi.

Tale successo musicale si spiega grazie  alla sua capacità di scrivere canzoni integrando parole, musica, spettacolo e immagini, ispirandosi al passato partendo dal “brit-pop” per passare in seguito al rock fino alla creazione di brani d’avanguardia presenti nell’ultimo album, Blackstar del 2016.

Durante il percorso della mostra è possibile godere dei costumi indossati da Bowie, rivedere tutte le copertine dei suoi album, leggere i manoscritti con i testi delle canzoni, accompagnati da installazioni cinematografiche e video comprendenti anche la splendida colonna sonora che riproduce i maggiori successi musicali di Bowie.

Una mostra, quindi, capace di far rivivere nel visitatore il mito di una personalità “figlio delle luci e delle ombre del suo tempo” e anticipatore dell’innovazione artistico-musicale delle generazioni successive.

Foto Copyright: Lifegate, immagine di copertina Vice

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Tag: Music, David Bowie.
Articolo di Bruna Giordano

Bruna Giordano

Ingegnere biomedico, affascinata dal l'innovazione tecnologica, appassionata di arte e di tutto ciò che è espressione dell'uomo e della sua creatività.

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