Al Fashion Hub Market sportswear 3D e romanticismo nostalgico

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La quinta edizione del Fashion Hub Market, tenutosi all’interno dell’UniCredit Pavilion di Piazza Gae Aulenti a Milano, anche quest’anno non ha deluso le aspettative.

Quattordici i designer selezionati dalla Camera Nazionale della Moda, dopo uno scouting accurato tra le realtà emergenti più interessanti italiane ed internazionali.

Fase Factory è uno di questi. Progettato e disegnato da Flavia Grazioli, giovane talento nel settore sportswear in collaborazione con La Rocca, società che lo produce.

La naming del brand delinea l’importanza di ogni fase del fashion cycle: ogni fase della catena di produzione è parte integrante del prodotto e ne racconta la storia.

La prima collezione è stata presentata in anteprima al Pitti Uomo, con una linea street-casual per uomo e donna dallo stile unisex. Durante la fiera il brand ha mostrato inoltre la creazione di prototipi 3D. Fase Factory utilizza infatti il sistema Optitex per la modellatura 3D sfruttando tecniche di lavorazione innovative, dall’installazione del laser per il taglio dei tessuti al CAD tridimensionale nella creazione del cartamodello.

Ho pensato ad una collezione dai volumi ampi per capi confortevoli, tra lane, cotoni, materiali tecnici e denim. Strizziamo l’occhio allo stile nord-europeo, al mondo street statunitense e siamo in linea con il gusto orientale.

Anche Manfredi Manara ha lasciato il segno. Nato a Monaco da mamma argentina e papà italiano, Manfredi disegna la sua prima linea di scarpe nel 2016.

Si ispira alle passamanerie, alla decorazione d’interni di lusso parigini e all’alta sartoria.

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Al Fashion Hub Market presenta la sua nuova collezione, ispirata alla glassatura ed alla pasticceria: un omaggio alla femminilità e all’artigianalità italiana.

Forme classiche, materiali ricercati, nappe e ricami. La donna di Manfredi è elegante, moderna, giovane e dinamica. Alle sue scarpe Manfredi regala nomi di personaggi epici, come Marfisia e Bradamante, eroine-guerriere nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

Mi diverte ricercare nomi particolari perché credo che un nome dà vita ad un oggetto. Gli dà una storia e un significato. Nel mio caso, i nomi vanno a impreziosire la scarpa, le donano importanza e un senso di unicità. L’importante è che i nomi evochino per me qualcosa di etereo, di nostalgico e romantico.

La sensibilità del designer si riflette in ogni suo pezzo… dal sapore nostalgico e romantico.

Foto Copyright: notjustalabel – My White Box – CameraModa

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