Le sculture con pezzi di bambole di Freya Jobbins

Artobjects • Paintings

Freya Jobbins è un’artista pluridisciplinare di origine sudafricana, trapiantata in Australia, che lavora con l’assemblaggio, l’installazione, la video-art, il collage e l’incisione.

Gran parte del lavoro della Jobbins ruota attorno al riuso di materiali di scarto – plastica, carta, vecchi indumenti, in modo particolare bambole e giocattoli smontati e rassembrati – che utilizza per creare sculture antropomorfe e maschere dall’aspetto davvero singolare.

Con una caterva di piedi, braccia e teste di vecchi bambolotti Freya plasma, come fosse un chirurgo plastico, la pelle e i dettagli anatomici dei suoi personaggi che ricordano, per l’esplosione di forme e colori, e per la deformazione caricaturale, talvolta perfino mostruosa della figura umana, le fantasiose “teste composite” di Giuseppe Arcimboldo.

My work is based on appropriation, re-assemblage and subversion of pre-existent objects, where I continue to explore notions of identity, motifs and my own dissimulation.

Freya Jobbins

Freya Jobbins è nata nel 1965 a Johannesburg, in Sud Africa, da genitori tedeschi, e all’età di otto anni si è traferita in Australia con la sua famiglia. Ha conseguito un Diploma di belle arti, al SWSI Campbelltown Campus, e una Laurea in Arti Visive, alla Federation University Ballarat di Victoria.

La Jobbins ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive a livello internazionale.

ARTIST. Freya Jobbins @freyajobbins

IMAGES © freyajobbins.com

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Tag: Sculptures, Freya Jobbins.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

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