Un tubo per guardare il cielo, Sun Tunnels

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Spazio e tempo. Due realtà diverse, molto diverse, ma più vicine di quanto si possa pensare, sopratutto se si parla di Nancy Holt e della sua Land Art. L’artista, creatrice di istallazioni pubbliche e di opere d’arte, completa nel 1976 la sua istallazione permanente “Sun Tunnels”.

L’opera si colloca nel Great Basin Desert nello stato dello Utah. Lì completamente isolati dalla civiltà, dall’uomo e dalla realtà, lì sospesi fra spazio e tempo, si collocano quattro tubi di cemento lunghi 5,5 metri e larghi 2,7 metri posizionati strategicamente in modo da mettere in risalto le costellazioni celesti e il sole durante il solstizio d’estate e il solstizio di inverno.

L’artista alla ricerca di un senso di permanenza utilizza una materia grezza, quasi indistruttibile, resistente, come il cemento e la colloca nel bel mezzo del nulla dove, soli, i quattro tubi scrutano il cielo e occupano la terra.

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Cielo come tempo e terra come spazio. Un unico concetto. E’ come se in quel luogo e in quel frammento di tempo non esistesse nient’altro se non l’arte. E’ l’arte l’unica che riesce ad occupare una posizione in quella terra desolata, neanche l’uomo può farlo, se non per frammenti di tempo molto brevi. Spazio e tempo, dunque, che creano insieme il concetto di permanenza.

E’ davvero così? Questo si può solo immaginare, ma oggi a distanza di quarant’anni i quattro tubi sono ancora lì, dominano sulla vastità e fermi aspettano che qualcuno, passando, si fermi a contemplare il cielo e quella terra che ormai li tiene prigionieri.

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