Tutte le cose che non visitiamo quando viaggiamo
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Spesso partiamo con il cuore pieno di voglia di fare, di vedere, di provare. Partiamo con il presupposto di visitare più cose che possiamo, di vivere ogni notte e di assaggiare ogni piatto, di dormire il meno possibile e di goderci quel frammento di vita, che si colloca come una parentesi, fra la monotonia di tutti i giorni.
A volte dura un weekend, altre volte qualche giorno in più.
C’è chi ci riesce e chi meno, ma la cosa bella è che ogni areo che ti riporta a casa, ogni treno, ogni auto, lo fa pieno di emozioni e di immagini da ricordare.

Raccogliamo nella nostra testa una miriade di fotografie e di ricordi che costruiscono a pezzi le esperienze vissute. Li teniamo lì, nel nostro cuore e nella nostra anima, rispolverandoli ogni tanto.
Soddisfatti accettiamo l’idea che siamo riusciti a spremere quel luogo tanto da convincerci di averlo vissuto e di averlo visitato fino al suo angolo più nascosto.
La parentesi si chiude, e la vita riprende il suo corso così come ogni giorno.

Poi, a distanza di mesi, come oggi è successo a me, capita di dover fare qualche ricerca, studiare qualche progetto, leggere un libro o immergersi in qualche epica impresa come la tesi, e scoprire che (diamine!) proprio quel posto, che pensavo di poter dire di conoscere o per lo meno di aver visitato, nascondeva un luogo, un’opera d’arte, un museo, un locale, una spiaggia che stava a mezzo centimetro dal mio naso e che mi sono lasciata sfuggire, semplicemente, perché ancora non sapevo della sua esistenza.
Penso allora a quanto la conoscenza sia importante. Importante non solo acquisirla dopo un viaggio, ma anche prima.Purtroppo non possiamo conoscere tutto e sapere che quel qualcosa esiste, proprio in quel posto, però possiamo scrivere, appuntare, raccogliere, ricordare, conoscere più che possiamo.
Anzi, secondo me abbiamo l’obbligo di farlo, soprattutto nel momento in cui dobbiamo affrontare un viaggio.
Non dico che senza quella cosa il viaggio sarebbe inutile, anzi, ma penso che se avessi visto quelle cose che mi sono persa, tutto avrebbe assunto un sapore più intenso, più ricco, più speciale.

Mi ritroverei in quelle fotografie su Google, in quel libro preso in biblioteca e mi sentirei parte di un’opera grandiosa, sentirei il viaggio, di nuovo, scorrere nelle mie vene.
E allora vorrei tornare indietro a tutte le cose che non ho visto durante i viaggi che ho fatto e con questo suggerimento in testa, mi riprometto di non commettere più, o per lo meno cercare di non fare più, questo maledetto errore.
Non vorrei più ritrovarmi in una domenica di fine ottobre con l’amaro in bocca perché proprio quel vulcano, conteneva proprio l’opera che ho scelto, proprio su quell’isola, l’estate scorsa.






