Tradizione tessile e arti visive, le soft sculpture di Sandra de Groot

Un gioco paziente di dita e di fili che vengono intrecciati. È questa la firma stilistica di Sandra de Groot, che ha fatto del tessile un medium di espressione e creatività.

La fiber – artist olandese, fondatrice dell’atelier CHAOS, valorizza le molteplici declinazioni materiche di fibre e filati, per confezionare grandi abiti – scultura e cappelli, con una pratica di stampo prettamente femminile, che fa riferimento all’arte dell’annodatura.

Le opere che costituiscono la collezione kNOTs sono maestose impalcature tridimensionali di colore bianco, un “perfect marriage” di arte, moda e artigianato, di materia e forma, di dialettica manuale e rappresentazione concettuale, di tradizione e contemporaneità.

Si tratta di installazioni tessili indossabili, di impalpabile raffinatezza, morbide, vaporose, dall’allure romantico, realizzate con un lavoro virtuoso di matrice artigianale, il macramè, il “merletto del mare”, mezzo e opera d’arte, un’antica tecnica di tessitura di origine moresca, importata in Europa dai marinai genovesi, intorno al 1400, che consiste nell’intreccio di fili e corde, con il solo uso delle dita, senza l’ausilio di aghi o fusi, per comporre ricami e motivi decorativi a rilievo, floreali o geometrici.

Il risultato, volutamente monocromatico, è una trina a disegni traforati, guarnita di contorti arabeschi, che ha lontane assonanze con gli elmi e le corazze delle armature dell’estremo oriente; i copricapi sono un susseguirsi di ponteggi barocchi, spallacci e maniche un ordito serpentinato di funicelle di cotone di altissima qualità.

The sculptures evolve according to an inner logic that is all mine. Only when the sculpture attains a textile form of attraction and becomes self-contained, I literally let go of the ropes.

– Sandra de Groot

Foto Copyright: Sandra de Groot – atelierchaos.com

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