Sulla pittura cinese contemporanea. Xinyi Cheng

Quello che colpisce a prima vista, è l’uso audace del colore, il vettore delle emozioni: una tavolozza allucinata e antinaturalistica, dominata da lividi rintocchi di toni profondi, bluastri e violacei, cui fanno da contrappeso il verde acido e l’ocra smagliante, quasi accecante; un cromatismo intenso e visionario, che insieme alla pennellata fredda e grumosa, costituisce il tratto caratteristico della pittura di Xinyi Cheng, sofisticata esteta dell’arte cinese contemporanea.

Il linguaggio pittorico di Cheng ha fondamento nella realtà, ma dalla realtà si scosta.

L’artista spoglia i corpi e sintetizza le anatomie dei soggetti ritratti – nell’ampio corpus di opere è riconoscibile una predilezione per i nudi maschili, spesso i personaggi dipinti sono amici dell’artista, un repertorio iconografico denso di allusioni al tema dell’omosessualità – con un disegno appena abbozzato, per certi aspetti, modellato sulle selvatiche approssimazioni espressioniste; forme e proporzioni non sono riprodotti alla lettera, subiscono una profonda semplificazione plastica, il chiaroscuro appare ridotto al minimo, il colore è steso in larghe e piatte campiture.

Cheng rivisita in chiave originalissima il tema del nudo e, più che alla resa realistica dei personaggi, mira all’espressione di un contenuto nascosto, interiore: un’aria misteriosa, eccitante, emana dalle figure, colte in pose e fisionomie di potente intensità psicologica e di sensuosa giocosità.

L’artista densifica nel suo effigiare poetico e stravagante, contaminazioni e rimandi molteplici, dalla fotografia intima, esplicita e controversa di Nan Goldin e Larry Clark, allo stile teatrale ed espressionistico di El Greco, al modernismo cinese.

Xinyi Cheng è nata nel 1989 a Wuhan, in Cina, oggi vive e lavora a Parigi. Rappresentata dalla galleria parigina Balice Hertling, Cheng ha vinto il Baloise Art Prize nel 2019.

Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive: alla Greene Naftali Gallery e alla Matthew Marks Gallery di New York, alla Antenna Space di Shanghai, alla Thomas Erben Gallery di Chelsea, New York. Una grande tela dell’artista cinese è entrata a far parte della Collezione De Iorio, a Trento.

Foto Copyright: Xinyi Cheng – xinyichengart.com

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