Se le fake news diventassero gioielli

“Jack, with love as always from Marilyn.” È la nota, datata 29 maggio 1962, che accompagna il ritrovamento di un misterioso anello, coronato da un’immagine di Marilyn Monroe in bianco e nero incorniciata in un cuore. Accanto a lei, in dimensioni ridotte ma all’interno della stessa cornice, la foto di John Fitzgerald Kennedy.

Sebbene non se ne sappia molto, si ritiene che il gioiello fosse un regalo di compleanno del presidente USA da parte dell’attrice e cantante Marilyn Monroe.

Sarebbe davvero una storia avvincente, se fosse vera.

Non è poi così difficile, anche per coloro che possiedono un buon senso critico, cadere nella trappola dei titoli sensazionalistici.

È questo ciò che vuole trasmettere Robert Baines, orafo australiano pluripremiato che nel 2010 è stato nominato “Living Treas-Master of Australian Craft” per i suoi significativi lavori di oreficeria, con il suo progetto “Fake News and True Love: Fourteen Stories” poi evolutosi in un vero e proprio percorso espositivo al MAD (Museum of Arts and Design) di New York, durato dal 16 ottobre al 3 marzo 2019.

Baines esplora il problema delle notizie false o fuorvianti costruendone alcune (in questo caso, 14) ad arte e realizzando poi gioielli e manufatti a sostegno della propria storia inventata.

Anelli, spille, parure, e borse sono solo alcuni degli oggetti attraverso cui si snoda il percorso espositivo/narrativo pensato dall’artista. Il messaggio è chiaro: qualunque informazione, se ben scritta, ben costruita e corredata di prove verosimili può trarci in inganno.

Attraverso le sue opere Baines manipola la nostra percezione della verità, di ciò che è giusto e ciò che non lo è, e prova a farci riflettere riguardo l’influenza che le notizie false hanno sulla nostra vita.

Per rendere il tutto ancor più verosimile, l’orafo ricama su vicende popolari già storicamente oggetto di teorie “complottiste” (appunto, la presunta relazione Monroe-Kennedy, la missione dell’Apollo 11, i furti perpetrati dal cacciatore di tesori Giuseppe Ferlini all’interno delle Piramidi e così via) – vicende che ancora oggi sono in grado di stimolare la nostra curiosità.

I fantasiosi gioielli creati dall’artista, i suoi fili metallici intelligentemente intrecciati, hanno un solo scopo: instillare in noi il dubbio – un dubbio “sano” che dovrebbe accompagnarci ogni qual volta ci imbattiamo in un titolone sensazionalistico – “ma questa storia è vera o no?”.

“Fake News and True Love: Fourteen Stories by Robert Baines” non è soltanto una mostra di gioielleria geniale: è soprattutto un monito a tenere gli occhi aperti, a fare sempre lo sforzo di cercare la verità delle cose, a non lasciarsi ingannare da ciò che ci fa comodo credere.

Foto Copyright: barbaraparisgifford.com

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