Salk Institute, il capolavoro di Louis Kahn

Louis Kahn

“Salk Institute for Biological Studies”. Ecco uno dei capolavori di Louis Kahn. A detta di molti critici una delle sue opere più rappresentative.

Louis Kahn è stato un architetto americano divenuto importante a livello internazionale molto in là con l’età, intorno ai 50 anni, per poi scomparire prematuramente nel 1974. La fatalità non lo ha però dissuaso dal lasciare a noi posteri una serie di esempi del saper progettare.

Il punto di svolta nella vita artistica di Kahn è stato un viaggio in Italia. Nella penisola ha compiuto il suo personale Grand Tour e ne è rimasto affascinato a tal punto da farne una sua poetica, derivata dalla storia architettonica visitata.

Louis Kahn

“Grandi architetture, grandi rovine” diceva l’architetto, ponendosi in chiara contrapposizione con i grandi palazzi di ferro e vetro che ormai incominciavano a tempestare le vie degli Stati Uniti già ai suoi tempi.

Da questa sua idea non poteva che scaturirne un uso dei materiali molto attento – la pietra, il legno, ma soprattutto il mattone, sono le materie prime dalle quali nascono i suoi capolavori.

Sebbene sia ancora poco studiato nelle scuole e nelle università Italiane, il lascito di Louis Kahn è enorme. Da qui si dovrebbe ripartire per imparare a cogliere il significato della materia, del suo uso.

Il Salk Institute di Louis Kahn

Da questa sua idea non poteva che scaturirne un uso dei materiali molto attento – la pietra, il legno, ma soprattutto il mattone, sono le materie prime dalle quali nascono i suoi capolavori.

Sebbene sia ancora poco studiato nelle scuole e nelle università Italiane, il lascito di Louis Kahn è enorme. Da qui si dovrebbe ripartire per imparare a cogliere il significato della materia, del suo uso.

Nel progetto originario, Kahn pensava di riempire lo spazio con una piantumazione di alberi da frutto, fu l’architetto messicano Barragàn a consigliare di lasciarla nella sua metafisica nudità.

Realizzato su una collina, volge lo sguardo direttamente verso il mare. Il Pacifico.

Salk Institute

Qui ritroviamo la monumentalità tipica dell’architetto – ma il tutto rimane a portata d’uomo donando un senso di coesione. Gli affacci sul comune spazio centrale e la striscia d’acqua che ne dividono in due la superficie, offrono un senso di compiutezza e leggerezza visto raramente altre volte. Entrambi i lati sono occupati dalle Study Towers, ma la visione prospettica fa si che non siano opprimenti, anzi, esse danno impressione di farsi da parte per lasciar posto al cielo.

Guardando dall’interno il panorama non cambia, perchè le appena citate facciate, orientate a 45 gradi rispetto alla piazza, permettono democraticamente uno spaccato di veduta in diversi punti.

I materiali utilizzati di tutto il complesso sonosolo tre: il calcestruzzo a vista, marcato dai noti buchi dei casseri in ferro, il legno e il travertino di Tivoli utilizzato nella corte interna per la pavimentazione e nella fontana.

Dell’architetto Louis Kahn segnaliamo il film documentario “My Architect” diretto dal Nathaniel Kahn, uno dei figli nato da uno dei tre matrimoni dell’architetto americano. Racconta in modo magistrale la vita del padre, percorrendo diverse sue opere, non tralasciando mai l’aspetto affettivo e personale che un figlio non può non avere.

Foto Copyright: Elizabeth Daniels

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