Perfezioni provvisorie: Senza debiti, di Mirtha

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Sono seduta in un posto carino.
Il mio amico più dolce si è appena seduto accanto a me e mi ha guardato con gli occhi sgranati.
Voleva dirmi qualcosa con lo sguardo ma ci sono cose che non si possono dire con gli occhi.
Ve lo giuro.
Allora ha detto con la voce mio padre sta morendo.
Voi l’avreste mai detto che crescere voleva dire questo?
Io no
Me l’ero dimenticato.
Ce lo ricordano dal giorno zero che appena nati iniziamo a morire ma, sul serio. Iniziamo a morire?
Si
E quindi in un lunedì di un normalissimo maggio succede anche che la vita ti crolla addosso.
Succede che devi cacciare il magone in gola e nello stomaco e nella pancia poi sotto i piedi e dire qualcosa che non suonerà mai intelligente, brillante, di consolazione.
Eppure lo sappiamo no?
Che la vita inizia poi finisce poi va male poi va bene poi si cade, ci si rialza non ci si rialza ci si spezza
Ti rimettono a posto.
L’unica cosa a cui riesco a pensare è che stasera torno a casa, metto il pigiama, chiamo l’uomo che amo, gli dico che lo amo e che lo so che non mi ama, che non contraccambia che non vuole niente di me.
Ma io glielo dico lo stesso perché l’atto di coraggio e bellezza più grande che riesco a immaginare ora è vivere come se poi davvero domani non potessi più dirgli tu non sai che amo quando dormi storto nel tuo letto piccolo e amo che mi guardi fisso e sai quello che penso e amo anche quanto non mi ami.
E amo tutto di te
E poi smetterò di amarti e amerò qualcun altro ma ora amo te.
Quindi te lo dico
Così se domani non sarò più coi piedi su questa terra non avrò debiti.
(Mutuo a parte)

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