Oltre la scultura, le opere di Valentin Abad

Artobjects • Paintings

Valentin Abad

Valentin Abad da forma alle emozioni, concretizza pensieri e poetiche, rende tangibile l’impalpabile. Artista francese, nato nel 1981 a Parigi, specializzato in scultura e installazioni site specific, è autore di assemblaggi ready made di forte valenza concettuale, “composizioni a collage” di elementi incongruenti e anticonvenzionali, preesistenti alla volontà creativa dell’artefice, “oggetti d’affezione” che si fanno portatori di realtà inaspettate, operazioni artistiche che lasciano trasparire significati appena percettibili, e invitano a vivere l’esperienza quotidiana in maniera unica e insolita.

Abad distrugge, ricostruisce, trasforma e conferisce nuova vita a oggetti reali, triviali, arnesi di uso comune – uno specchio, una bottiglia, un televisore – restituisce alle cose una rinvigorita vivacità sensoriale, allontanandole dal loro ambito funzionale, decontestualizzandole e attribuendo loro un nuovo senso, un valore estetico, uno status artistico. L’oggetto diviene il mezzo con cui esprimere l’idea, che è la vera opera d’arte.

Valentin Abad
Valentin Abad
Valentin Abad
Valentin Abad

Le opere di Abad possiedono un’ambiguità percettiva che apre la strada a molteplici interpretazioni, alla luce dell’esperienza dell’osservatore, sono metafore plastiche dei sentimenti, della memoria, dell’esistenza, sculture ai limiti dell’assurdo, superano i concetti di spazio e di tempo, si collocano tra l’espresso e l’inespresso, tra l’arte e la “non arte”, segni di un immaginario alternativo al pensare comune, inedito e originale, al di là di ogni tassonomia riduttiva.

Nell’ opera “Crushed”, che si caratterizza per la semplicità disarmante della composizione, una spugna da cucina è schiacciata da un blocco di granito: l’utensile, attinto dal circondario quotidiano, banale, privo d’interesse, perde la sua regolare funzione per essere inserito in un discorso altro, diviene allegoria visiva del peso e della gravità dei rapporti umani.

Valentin Abad

“Dear Dad”, un trapano a batteria che piroetta con un andamento lento e cantilenante su una parete bianca, raffigura simbolicamente il padre tuttofare, dedito a lavori manuali, è manifestazione immaginifica della relazione di filiazione, di un ricordo d’infanzia dell’artista, una lettera immaginaria, un messaggio intimo rivolto a una figura affettiva, che non è fisicamente presente nell’opera, ma di cui s’intuisce la partecipazione nell’oggetto – scultura che la rappresenta.

I try, with sculptures and the staging of objects, to figure out emotions or mental states. Human relations are impalpable, so I try to give them a shape.

– Valentin Abad

Valentin Abad

Foto Copyright: Bill Durgin – billdurgin.com

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Tag: Sculptures, Valentin Abad.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

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