Nothing Is Separate: A Collaboration with Nature, le installazioni en plein air di Ellen Rutt

Ellen Rutt

L’eterna dicotomia uomo-natura, il dualismo organico-artificiale, l’arte al servizio della sostenibilità ambientale, una liaison perfetta tra linguaggio ultra contemporaneo e primitivismo nostalgico, sono gli ingredienti delle installazioni site-specific di Ellen Rutt.

Nothing Is Separate: A Collaboration with Nature, è una serie di performance e di composizioni sperimentali, itineranti e multimediali, in cui l’artista pluridisciplinare nativa di Detroit e membro del collettivo Temple Children a Hilo, nelle Hawaii, combina simultaneamente strumenti di comunicazione diversi, graphic design, pop art, fotografia e musica, che si integrano reciprocamente e con l’ecosistema vergine dell’isola.

Ellen Rutt

La Rutt colloca l’essere umano, se stessa, nel paesaggio, contesto ospite e al tempo stesso protagonista attivamente coinvolto nel significato delle sue opere, interferisce, dialoga e si accorda con esso per mezzo dell’arte, con forme geometriche semplici intagliate nel legno, sagome tridimensionali dai colori audaci, che sembrano venir fuori dai graffiti di Keith Haring e che richiamano la pittura color field di Helen Frankenthaler.

I’m acknowledging my own contradictions and our collective moral flexibility – how we are simultaneously celebrating the sacredness of the natural world, while also engaging in practices that knowingly or unknowingly contribute to its destruction. We are balanced on a continuum between understanding the infinite nature of existence and participating in the mundane routine of everyday life.

-Ellen Rutt

Il progetto ruota intorno ai concetti di tempo, di provvisorietà e di persistenza della materia, rievoca il topos della costruzione umana intaccata dalla vegetazione e viceversa, una serie di prestazioni effimere in cui artificio e ambiente naturale sono l’uno il pendant dell’altro.

Le opere di Ellen Rutt sono state filmate e fotografate da Emad Rashidi, le musiche che accompagnano il video sono del duo olandese Weval.

Foto Copyright: ellenrutt

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