Natura e mito, le sculture di Jean-Marie Appriou

Artista anticlassico, dal fervido estro creativo, Jean-Marie Appriou scolpisce opere plastiche di contenuto naturalistico, che si allontanano, tuttavia, da una comune rappresentazione artistica della natura, sfigurata in una serie di sculture dai tratti ibridi e immaginifici, un universo di personaggi favolistici che fonda le radici nella “materia di Bretagna”.

Le opere di Appriou esprimono la potenza degli archetipi, evocano antichi idoli e creature aliene, mostrano rimandi alla preistoria e alla pittura preraffaelita, alla letteratura celtica d’intonazione magico-favolosa, e all’epica medievale, presentano una componente primitivista cui fa da contrappunto l’utilizzo di un materiale contemporaneo quale l’alluminio: un repertorio iconografico rivolto al fantastico, all’ultraterreno, al sogno, figure umane, animali e vegetali, un groviglio di forme che s’intersecano, si fondono e si rispondono, creando scenari irreali e inquietanti, esseri metamorfici che sembrano materializzarsi da un bestiario simbolico e mitologico, un mondo incantato, intriso di onirismo.

L’aspetto materico risuona evidente nel corpus di lavori di Appriou, le opere portano i segni del febbrile processo di realizzazione, del loro farsi. I piani vibrano in mille increspature e linee spezzate, le masse tendono a slegarsi dalle coordinate dello spazio, proliferano e si espandono ritmicamente

Con le mani dell’artigiano, e l’inclinazione a sperimentare dell’alchimista, Jean-Marie modella sculture che sembrano vive, plasma la materia – vetro, alluminio e bronzo – donandole movimento, intride le figure di linfa vitale.

Le sue sculture hanno un senso di non finito, sono aspre, ruvide, a tratti solo abbozzate, percorse da un dinamismo plastico turbinoso, centrifugo, una pulsazione fluttuante sembra percuoterle. Il modellato è pastoso, frenetico, palpitante, retaggio della scultura impressionista di Auguste Rodin e di Medardo Rosso.

Non c’è la magia del colore, solo il grigio tumultuoso del metallo, che si digrada nei contrasti chiaroscurali delle superfici scabrose, valorizzandone i volumi.

Jean-Marie Appriou è nato nel 1986 a Brest, vive e lavora a Parigi. Si è laureato all’École Régionale des Beaux-arts de Rennes nel 2010. Le sue opere sono state esposte, con grande consenso della critica, in numerose esposizioni, tra le altre, al Palais de Tokyo di Parigi nel 2015, alla Jan Kaps di Colonia nel 2017, e all’ultima Biennale di Lione.

Foto Copyright: Jean-Marie Appriou

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