Nadine Rovner e l’arte della fotografia cinematografica

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La fotografa americana Nadine Rovner, con una carriera costruita tra Philadelphia e New York e una formazione alla School of Visual Arts di New York, orchestra visioni in cui la fotografia assume la forma di frammenti cinematografici.

Nei suoi scatti prende corpo un immaginario che dialoga con il mito dell’Americana, riletto attraverso una sensibilità contemporanea e profondamente filmica.

Tra motel isolati, parcheggi assolati, interni domestici e strade che sembrano non condurre da nessuna parte, costruisce un paesaggio emotivo in cui la luce, studiata con precisione quasi fimica, amplifica l’atmosfera e trasforma luoghi ordinari in teatri carichi di presagi.

Nel suo lavoro la fotografia diventa così un dispositivo narrativo sottile, capace di trattenerci in uno spazio di sospensione e ambiguità, dove ogni immagine suggerisce una storia possibile lasciandoci il compito di completarne il senso.

Queste narrazioni sono la mia reazione viscerale al nostro attuale clima sociale, il mio modo di sensibilizzare su questi problemi che dobbiamo affrontare tutti insieme. Riflettendo queste emozioni, le mie fotografie sono piene di donne che lottano contro la rappresentazione di apparenze oggettivate e unidimensionali. Queste immagini promuovono la capacità di guardare oltre la facciata, di trovare la forza sulla vulnerabilità. Le persone nel mio lavoro, che siano donne o uomini, rappresentano il giusto passaggio del tempo e l’inclusione di tutti.

Nandine Rovner per mpb.com

PHOTOGRAPHER. Nadine Rovner @nadinerovner

IMAGES © nadinerovner.com

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Tag: Nadine Rovne.
Articolo di Andrea Ebbi

Andrea Ebbi

Artista, designer e fondatore di Objects. Il futuro è tutto da scrivere

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