L’uomo è natura. Le sculture vegetali di Olga Ziemska

L’artista statunitense, di origini polacche, Olga Ziemska realizza installazioni ambientali e sculture di grandi dimensioni, con l’intento di creare, per mezzo dell’arte, una nuova sensibilità ecologica, e una relazione più empatica tra l’uomo e la natura.

Returning meaning back to nature. Making the human body a part of the whole, not the whole part. Blending the body in. Showing how easily it can mesh, morph and disappear. The body is nothing without that which surrounds it.

– Olga Ziemska

C’è nelle sculture della Ziemska una nota di misticismo, la ricerca di una dimensione spirituale che ricorda i monumenti degli antichi, che rimanda al rito, alla magia, al totemismo.

La dicotomia uomo – natura è il tema nodale dell’opera dell’artista di Cleveland, vicina al pensiero di Goethe e a una visione profondamente lirica e romantica della natura, concepita come l’Unità del Tutto, un’unità originaria, di cui l’essere umano non è osservatore esterno, ma frammeno integrante. L’uomo è natura. Natura in movimento.

In “Stillness in Motion: The Matka Series” (“matka” in lingua polacca significa “madre”) è la Natura stessa che prende forma nelle sembianze di una figura femminile, fluida, atavica, l’archetipo della Grande Madre, la Madre – matrice cosmica, l’Origine. L’artista ha riprodotto lo stesso soggetto in diversi paesi, adoperando, di volta in volta, materiali organici endemici di quella specifica area geografica – in Polonia, rami di salice, in Corea, legno e bambù – una serie di grandi sculture progettate in funzione delle caratteristiche ambientali del luogo, per conferire all’opera un senso di appartenenza, un legame con le proprie radici.

È del 2015, invece, l’istallazione site specific “Mind Eye“, realizzata in Trentino Alto Adige, in uno dei Parchi d’Arte più belli al mondo, RespirArt, a Pampeago, in Val di Fiemme, nel gruppo dolomitico del Latemar. La scultura monumentale di Land Art consiste in una serie di rami di legno di nocciolo, pino cembro e betulla, disposti entro una gabbia di acciaio inossidabile che raffigura una testa, con al centro un grande foro da cui si scorge l’incantevole paesaggio montano alle spalle.

Un’opera che dialoga con l’ambiente circostante e che si trasforma con il passare delle stagioni, metafora del continuo e inesorabile divenire della vita, e dell’uomo, spettatore statico di fronte allo spettacolo della natura, a cui non sa di appartenere.

Foto Copyright: Olga Ziemska – olgaziemska.com

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