L’oceano sospeso di Miguel Rothschild

Il mare in perpetuo movimento, il cielo in tempesta, l’infinito, il flusso continuo dell’esistenza. Le installazioni site-specific dell’artista multidisciplinare Miguel Rothschild, sono un coacervo di fotografia, scultura e arte tessile, giocano con la percezione dello spettatore, in un divenire di onde tumultuose e nuvole di piombo.

Elegy, che prende il nome dal poema omonimo di Jorge Luis Borges, evoca il senso di finitezza della condizione umana nell’immenso bacino di perpetuità del tempo, un oceano e il suo continuo movimento, un’immagine impressa con intricata esattezza su un drappo sospeso a mezz’aria con del filo da pesca, cui sono appese delle minuscole sfere di piombo, che richiamano alla mente le gocce e gli schizzi di una pioggia funesta.

In basso, accovacciato e dormiente, un cane, riferimento all’incisione “Melancholia” del 1514 dell’artista tedesco Albrecht Dürer, simbolo di quel particolare stato d’animo di natura contemplativa che è la malinconia, rilegata al tema della memoria e alla coscienza che la bellezza del passato non è più realizzabile, quel temperamento atrabiliare che è proprio del genio umano.

Nell’installazione De Profundis, esposta fino al 1 aprile nella chiesa di St. Matthäus a Berlino, l’artista argentino dispiega, dinanzi all’altare, un telo lungo otto metri e sostenuto da millecinquecento fili trasparenti che, simulando flutti balenanti di un azzurro intenso, come fosse una lunghissima gradinata, allude al salmo centotrenta della Bibbia, il Canto delle Ascensioni, e raffigura una sublime ascesa spirituale.

Foto Copyright: miguelrothschild

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