Le soft sculptures di Hoda Zarbaf

ArtobjectsInstallations

Artista multidisciplinare di origini iraniane, Hoda Zarbaf combina tessuti riciclati e  objets trouvés, video, luci ed effetti sonori, per realizzare sculture e installazioni site specific dall’aspetto giocoso e intrigante.

La Zarbaf sfrutta il potere evocativo e suggestivo degli oggetti usati – vecchi giocattoli, pezzi di mobilio abbandonati e indumenti dismessi – e li adopera come medium creativo per esplorare la femminilità in relazione ad alcune tematiche-chiave, la memoria, il dolore, il piacere, la sessualità.

Le opere di Hoda Zarbaf, tutte modellate e cucite a mano dall’artista, appaiono formose, vivaci, dai colori squillanti; possiedono un’esteticità esuberante che sottende intime e complesse implicazioni metaforiche.

Attraverso una sensuale imbastitura delle forme e delle superfici, Hoda mette in risalto l’anatomia del corpo femminile, talvolta anche in maniera inaspettatamente erotica, come nel caso dell’opera “Vaginal Rupture”, un trabocco di tessuti colorati che pare zampillino fuori dall’allusiva e inequivocabile fessura di una sedia.

The woman’s body specifically is a big source of my imaginations. Beyond its representational beauty, I like the performative aspect of the feminal body. The exposures, discharges and expressions mesmerize me. It gives out signaling scents and oragasmic discharges, blood, and life itself: it creates and gives out another human’s body. It is constantly creating and exposing.

Hoda Zarbaf

Hoda Zarbaf è nata nel 1982 a Teheran, in Iran.  Dopo la laurea in Belle Arti presso l’Università di Teheran, ha conseguito un master in “Animation” alla Tehran University of Art, e un Master of Fine Arts all’Università di Windsor. Attualmente vive e lavora a Toronto.

Foto Copyright: Hoda Zarbaf – hodazarbaf.com@hodazar

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Tag: Sculptures, Hoda Zarbaf.
Articolo di Alessia Cortese

Alessia Cortese

Fotografa freelance. Aspirante giramondo. Perdutamente innamorata di Max Ernst, Jane Austen e Georgia O'Keeffe. La musica è il mio pane quotidiano.

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