Le sculture nonsense di Genesis Belanger

Un bouquet di fiori e dita, una lingua affilata che spunta dal tubo di un rossetto, due bulbi oculari al posto delle olive in un cocktail Martini, una mano penzoloni che fa capolino da una borsetta, e un cappello – fruttiera da cui spuntano fragole, banane, un donuts mordicchiato e un seno rosa pastello.

Sono le sculture di ceramica dell’artista di Brooklyn Genesis Belanger, che raffigurano beni di consumo di massa, con uno squisito tocco surreale. Un banchetto dell’assurdo di vivande strampalate, che sembrano uscite dalla cucina di Magritte.

L’artista americana, che ha lavorato nel settore della moda e in quello dell’advertising, prima di dedicarsi alla pratica scultorea, indaga nel suo lavoro la capacità della pubblicità di condizionare e di sedurre il pubblico, di manipolare i desideri e le scelte dei consumatori, per mezzo di un linguaggio emozionale che cattura l’attenzione dello spettatore e lo coinvolge.

La sigaretta, metafora del potere persuasivo della pubblicità, che è riuscita a far sembrare sexy perfino la morte, è elemento ricorrente del suo corpus di opere plastiche, languidamente distesa su un posacenere, pare strisciare come un lombrico dei cartoons.

The advertising industry understands the strength of visual persuasion and I find it fascinating that our desires can be manipulated through aesthetics. I use elements of that persuasive language in my work.

– Genesis Belanger

La Belanger non respinge la realtà, la trasfigura, la trasforma in qualcosa d’altro, l’essenza della sua ricerca estetica risiede negli accostamenti nonsense e nelle deformazioni irreali.

Per libera associazione di idee, l’artista unisce elementi incongruenti, che non hanno niente in comune, oggetti d’arredo, accessori glamour, pezzi anatomici, supera ogni logica e plasma nell’argilla opere al limite del possibile, visioni irrazionali di inedita bellezza, in cui il corpo umano, tempio dell’esistenza, acquista una valenza simbolica.

Le sculture della Belanger hanno una matrice surrealista e chiari riferimenti alla pop art di Wesselmann e di Lichtenstein, sono ironiche e sinistre, golose e inquietanti, ricordano la plastilina animata della Claymation e le figure morbide e sinuose di Botero.

Foto Copyright: Genesis Belanger – genesisbelanger.com

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