Le ramificazioni metaforiche di Janaina Mello Landini

La brasiliana Janaina Mello Landini (1974), nella serie Ciclotrama, è riuscita a tradurre da concetto astratto a oggetto d’arte visivo, l’idea stessa di vita. Il titolo, coniato dall’artista, risulta dall’unione di “ciclo” – con i significati di tempo, evoluzione, ritmo naturale ad esso collegati – e di “trama” che, insieme all’ordito, costituisce l’intreccio di fili che andranno poi a comporre un tessuto.

La ragione di quest’ultima componente della parola si intuisce dall’impatto visivo con le installazioni, composte da metri e metri di corde intrecciate che si diramano nello spazio, inglobandolo dall’interno e assorbendone la presenza.

L’equilibrio e l’armonia di questi site-specific ricordano la perfezione dei cristalli di ghiaccio osservati con il telescopio, o la delicatezza delle nervature di una foglia quando la mettiamo controluce.

C’è sempre uno scheletro portante, dal quale si generano miriadi di ramificazioni che fanno pensare alla perfezione del nostro sistema nervoso o circolatorio.

Anche i colori, rosso e blu, di Ciclotrama 3 richiamano questa associazione, dando vita a una creatura tentacolare che sembra quasi respirare e arrampicarsi con lunghissime gambe di corda sulle mura bianche della stanza.

Ciclotrama 95 provoca la stessa fascinazione di una mappa di connessioni neurali, se si pensa che gli assoni dei neuroni del cervello di una sola persona, se messi in fila, coprono metà della distanza che separa la Terra dalla Luna. O, ancora, ci sono alcune trame che richiamano la conformazione degli alberi, con il loro sistema sotterraneo di radici speculare all’esplosione esterna dei rami. Altre ricordano un reticolo idrografico o la geometrica armonia di una ragnatela.

Natura e rigore scientifico si fondono nella presenza di queste maestose composizioni, realizzate con la sapienza di un architetto, le equazioni di un matematico, e la poesia di un artista.

La seconda parola, “ciclo”, è la metafora stessa che soggiace agli intrecci che sono così concrezione di un tempo che procede progressivo e, contemporaneamente, tentacolare nell’espansione: il tempo ciclico e perfetto dei ritmi biologici.

Sono opere che ci ricordano quanto il corpo umano e la natura siano soggetti alla stessa dittatura dello scorrere.

Eppure non c’è niente di orribile nei Ciclotramas: nella loro fragilità, sono piuttosto espressione della profonda interconnessione che lega l’essere umano con la natura e con il tempo che è memoria ed equilibrio, bellezza e circolarità.

Foto Copyright: Janaina Mello Landini –mellolandini.com

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