L’arte della trasfigurazione di Daniel Martin

Il concetto di deformazione, di alterazione poetico – plastica del dato visibile, reinterpretato, risemantizzato, tema caro ad artisti come Francis Bacon, sembra essere al centro dell’indagine estetica di Daniel Martin, artista classe 1982, che vive e lavora a Leida, in Olanda.

Quella di Martin è un’arte extra – pittorica e antinaturalistica che ridefinisce il genere tradizionale del ritratto, che valica i limiti della tela e della figurazione. I suoi collage polimaterici si protendono oltre la fisicità del supporto, sono assemblaggi di pennellate pastose, dense di colore, e oggetti ritrovati, di tessuto, metallo, pietra e plastica.

I look a lot at nature and symbolism. Ancient cultures have a clear visible connection to nature as their pictorial language has direct ties to it. A lot of shapes I use are derived from them. I use these shapes as building blocks, or elements as I call them, to re-configure them into coherent shape to show a untruth in reality, as perception and matter can be molded. My process is non – linear and I always like to let things happen. By doing so nature and it’s laws are my biggest companions as they dictate the outcome of me combining materials. These outcomes serve as a visual library I work with.

– Daniel Martin

Mescolando la violenza segnica e materica dell’Espressionismo tedesco con contratture geometriche di eco cubista, attraverso un processo di adulterazione estetica della forma, del colore e dello spazio, Martin enfatizza l’espressione plastica dell’opera e trasmuta la realtà per darne un’interpretazione unica e originale.

I soggetti raffigurati appaiono sfocati, distorti, rivelano una matrice profondamente drammatica e una forte tensione psicologica, perdono la loro configurazione naturale per apparire disumanizzati, ogni dettaglio fisionomico viene cancellato da un gesto che risulta istintivo, deciso, invasivo, i volti subiscono una deturpazione tendente all’astrattismo che porta a esiti spesso mostruosi e aberranti, ancor più accentuati dall’uso di toni foschi e cinerei.

Foto Copyright: Daniel Martin – danielmartin.nl

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