“Lacrime Artificiali”. Tra realtà e finzione con Evelyn Bencicova

ArtobjectsPhotography

You need to feel it inside of you. The feeling is the inspiration. To create means to get something out because you cannot keep it inside of you anymore. It doesn’t matter if the reason is happiness or sadness. To create sometimes means to survive.

Evelyn Bencicova

Cosa significa vivere oggigiorno? Ma vivere davvero. Non attraverso uno schermo, una facciata o un’aspettativa. A indagare sulle sorti del futuro ci ha pensato Evelyn Bencicova.

Natalia Evelyn Bencicova non è un’artista qualunque, è una specie di maga. Dalla bellezza ammaliante, con un talento unico e uno spirito fresco e avanguardista, la fotografa autodidatta classe 1992, combina abilmente visione, passione, improvvisazione e diligenza per dare vita a illusioni ultraterrene nella realtà odierna.

Evelyn è più precisamente una visual creative, specializzata in fotografia e direzione artistica, grazie ai suoi studi all’Accademia di belle arti e nuovi media di Vienna: il suo interesse per la cultura contemporanea abbinato alla sua visione artistica ha dato vita nel corso degli anni, attraverso i suoi progetti, a opere e spazi estetici in cui il concettuale incontra il visivo.

Attraverso i miei progetti parlo di ciò che mi interessa, di ciò che mi tocca dentro e fuori. Anche se scelgo spesso argomenti più ampi la storia è in parte personale, se si parla di sentimento più che di azioni concrete. Osservo il mondo e decido dove voglio guardare più in profondità. Certo, spesso ho voglia di vedere tutto, ma è la scelta del concetto che acuisce la messa a fuoco. Tutto ciò che faccio è cercare, vagare nel tempo e nello spazio, nei pensieri. Sto cercando di capire, di cogliere l’essenza, che sarò in grado di comunicare. Mettere in discussione la realtà quotidiana, il rapporto con essa e la sua interpretazione. Voglio rappresentare la direzione più che l’obiettivo, ponendo domande piuttosto che risposte.

Evelyn Bencicova

Indagare la realtà attraverso lo spettro delle emozioni – sempre più nascoste e recondite in un mondo così effimero – è lo scopo di Artificial Tears, uno tra i progetti più recenti dell’artista. Ponendosi come una sorta di visione del futuro prossimo, la collezione valuta cosa significa esistere nel mondo odierno e sempre più fittizio, dove la realtà sembra costantemente falsata e le sue verità sempre più alterate. Cosa è reale e cosa non lo è? Come distingueremo tra umanità e macchine? Che cosa costituisce l’individuo?

Evelyn Bencicova, attraverso un’eleganza tanto suprema quanto inquietante, offre la sua prospettiva: l’ambiente grigio e pallido della serie è lo scenario dominante su cui aleggiano uno spettro di emozioni vuote dai toni sterili e tetri.

Cupe e languide, le immagini vogliono fornire una visione di vuoto e anonimità, facendo leva su una figura femminile che, alienata dall’obiettivo, è trafitta dall’emozione performativa e si esprime attraverso un linguaggio corporeo di disperazione, impotenza e dolore. Il mistero che ruota attorno all’identità della donna e allo sconforto del suo personaggio fornisce una visione pessimistica sulla modernità e sui temi sempre più ricorrenti dell’omologazione di massa e della spersonalizzazione dell’individuo.

Il messaggio che Evelyn vuole fornirci è inequivocabile: in un mondo che non distingue più tra realtà e finzione, l’unica cosa vera che potrà salvarci dall’alienazione e ci ricongiungerà alla “vita vera” sono le emozioni.

Foto Copyright: Evelyn Bencicova – evelynbencicova.com@evelyn_bencicova

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Tag: Evelyn Bencicova.
Articolo di Giuditta Duranti

Giuditta Duranti

Vivo per scrivere, scrivo per vivere. Fotografo per passione. Da sempre innamorata dell'arte e della letteratura, mi diletto con zelo e passione a narrare le vicende del mondo e a immortalarne i momenti più belli.

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